A2A multata da ARERA: 5 milioni per manipolazione del mercato elettrico
L'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha inflitto una sanzione da 5 milioni di euro al gruppo A2A, una delle principali multiutility italiane, per manipolazione del mercato elettrico all'ingrosso. Come riporta Businessonline.it, il provvedimento è stato formalizzato con una delibera pubblicata il 30 luglio 2026.
Stando a quanto emerso dall'istruttoria, nel 2022 A2A avrebbe adottato una strategia di offerta con alcuni impianti a ciclo combinato tale da fissare il prezzo di mercato a un livello artificioso, ossia diverso da quello che si sarebbe formato attraverso una normale interazione concorrenziale tra domanda e offerta. In pratica, la società avrebbe trattenuto economicamente una parte della capacità produttiva, condizionando così il prezzo medio mensile dell'energia. Di questo effetto avrebbe beneficiato direttamente la stessa A2A, potendo vendere la quota di energia non trattenuta a un prezzo gonfiato dalla condotta contestata.
Il riferimento normativo alla base dell'accusa è il regolamento europeo REMIT, che stabilisce norme condivise a livello europeo per garantire integrità e trasparenza nei mercati dell'energia all'ingrosso, con l'obiettivo di prevenire pratiche abusive. Arera ha anche sottolineato che le offerte delle unità produttive coinvolte sono state rifiutate in un numero molto elevato di ore, nonostante il costo marginale di breve periodo fosse inferiore al prezzo di mercato, elemento ritenuto centrale nella valutazione della condotta.
Nella quantificazione della multa, l'Autorità ha tenuto conto della posizione di A2A come primario operatore del settore e della rilevanza dei potenziali danni arrecati ai consumatori di energia elettrica, fissando l'importo anche con l'obiettivo di garantire un effetto deterrente.
A2A ha contestato il provvedimento, ritenendo che l'interpretazione del REMIT adottata da Arera non tenga adeguatamente conto delle caratteristiche dei mercati elettrici liberalizzati e delle specifiche circostanze del caso. La società ha richiamato in particolare il regolamento europeo 2019/943, secondo cui i prezzi dell'energia si formano liberamente dall'incontro tra domanda e offerta, senza tetti né minimi prefissati. Arera ha però respinto questa difesa, ribadendo che le motivazioni fornite non costituiscono legittime giustificazioni economiche o tecniche ai sensi del REMIT. A2A ha tempo 60 giorni per presentare ricorso al TAR della Lombardia, oppure 120 giorni per un ricorso straordinario al Capo dello Stato.
Va segnalato che nel medesimo periodo A2A Reti Elettriche è stata destinataria di ulteriori provvedimenti per violazioni legate alla trasparenza nella fatturazione: sarebbero stati riscontrati ritardi nella trasmissione di informazioni indispensabili alle società di vendita per una corretta bollettazione, pregiudicando il diritto degli utenti a ricevere fatture precise e dettagliate. Per questa seconda violazione è prevista una sanzione accessoria di 187.500 euro.