Venerdì 2 ottobre 2026
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È fondamentale fornire informazioni sulle politiche in materia di droga

U.E. - IRLANDA
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In Irlanda il dibattito pubblico sulle politiche in materia di droghe continua a scontrarsi con una confusione di fondo: quella tra legalizzazione e decriminalizzazione, due concetti spesso usati come sinonimi ma che comportano conseguenze molto diverse. A sottolinearlo è James Windle, docente di Criminologia all'University College Cork, secondo cui una corretta informazione del pubblico su questi termini è un passaggio indispensabile per costruire politiche efficaci.

 

Come riporta il Cork Independent, Windle spiega che la legalizzazione trasforma una sostanza in un prodotto vendibile e regolamentato, sul modello di alcol o tabacco, con il rischio concreto di un aumento dei consumi legato alla maggiore disponibilità commerciale. La decriminalizzazione, al contrario, non apre alcun canale di vendita né facilita in alcun modo l'accesso alle sostanze: si limita a togliere la sanzione penale a chi viene trovato in possesso di piccole quantità per uso personale, orientando queste persone verso i servizi sanitari e sociali piuttosto che verso un'aula di tribunale o il carcere.

 

Il docente ricorda che questa distinzione era già stata al centro dei lavori dell'Assemblea dei Cittadini sull'uso di droghe, riunitasi in Irlanda tra il 2023 e il 2024, che aveva raccomandato di non trattare più il possesso per uso personale come una questione di giustizia penale. Durante quei lavori lo stesso Windle aveva evidenziato come il proibizionismo abbia "funzionato fino a un certo punto", contenendo il consumo di droghe su livelli relativamente bassi attraverso la limitazione della disponibilità e dei prezzi, ma aveva anche messo in guardia sul fatto che la severità delle pene ha scarso effetto deterrente, specialmente sui più giovani.

 

Secondo Windle, perché una riforma delle politiche sulle droghe abbia senso servono investimenti consistenti nei servizi dedicati alle dipendenze: più posti letto per la disintossicazione, una formazione specifica per i medici di base, l'estensione dei programmi di distribuzione del naloxone (il farmaco salvavita che blocca gli effetti di un'overdose da oppioidi) e l'apertura di strutture per il consumo controllato sotto supervisione sanitaria.

 

Quanto al ruolo delle forze dell'ordine, il criminologo ritiene che le risorse della polizia debbano essere concentrate sulla disgregazione delle grandi reti di traffico e sul contrasto ai nuovi oppioidi sintetici, sostanze sempre più diffuse e pericolose che stanno cambiando il mercato della droga, piuttosto che sugli arresti di piccoli consumatori, che hanno un impatto limitato sulla sicurezza pubblica ma gravi conseguenze sulla vita delle persone coinvolte.

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