Agenzia Ue sui diritti fondamentali: in Europa e' difficile denunciare le discriminazioni
Poche persone in Europa sono consapevoli dei propri diritti o sanno dove recarsi per denunciare episodi di discriminazione.
Lo denuncia l`Agenzia dell`Unione europea per i diritti fondamentali (Fra) pubblicando la relazione annuale 2009, che comprende informazioni, eventi e sviluppi nell`Ue relativi al 2008.
La relazione fornisce materiale riguardo a razzismo, xenofobia e intolleranza ad essi associata, oltre a un quadro generale degli sviluppi in una serie di altri settori dei diritti fondamentali.
La scarsità dei dati raccolti nell`Ue, denuncia l'Agenzia, "continua a ostacolare l`attuazione di efficaci politiche di lotta contro le discriminazioni, mentre le lacune sotto il profilo della tutela giuridica non consentono di evitare che in taluni settori continuino a verificarsi atti di discriminazione".
Secondo la Fra "è necessario un miglioramento dei dati ufficiali per accrescere la conoscenza dei modi in cui è possibile denunciare casi di discriminazione e incoraggiare gli Stati membri a intraprendere efficaci iniziative di prevenzione di reati nonch, a colmare le lacune sotto il profilo della tutela giuridica, fornendo informazioni riguardo agli strumenti giuridici disponibili e rivolgendo l`attenzione a gruppi specifici a rischio di discriminazione".
Gli studi dell`Agenzia dell`Unione europea per i diritti fondamentali hanno costantemente dimostrato che "una grande maggioranza di persone non è consapevole dei diritti di cui disporrebbe se fosse vittima di discriminazione. Ad esempio, la recente indagine dell`Agenzia sulle minoranze e le discriminazioni ha posto in evidenza che soltanto il 39% delle minoranze intervistate è consapevole della legge che vieta le discriminazioni contro le persone sulla base dell`appartenenza etnica quando si presenta una domanda di lavoro. Nel contempo, soltanto il 20% è a conoscenza di un`organizzazione che offre sostegno o consulenza alle persone che hanno subito atti di discriminazione".
Secondo il direttore dell`Agenzia, Morten Kjaerum "esiste l`urgente necessità di un miglioramento dell`informazione. La maggior parte delle vittime di discriminazione non è consapevole del fatto che ció che viene commesso è illegale. Nel contempo, molte persone non sanno come o dove presentare una denuncia. La conseguenza è il numero estremamente elevato di casi di discriminazione che restano sommersi. I governi hanno il dovere di informare tutti dei loro diritti e di garantire l`accesso alla giustizia nella pratica e non solo sulla carta".
Anastasia Crickley, presidente del consiglio di amministrazione dell`Agenzia ha affermato: "Esistono ancora molte lacune in materia di tutela giuridica contro le discriminazioni. Perch, dovrebbe essere possibile intentare una causa contro un locatore per le discriminazioni fondate sull`origine etnica o il sesso, ma non per quelle fondate sulla religione, l`età, gli handicap o l`orientamento sessuale? Perch, i disabili sono protetti dalle discriminazioni quando si tratta di lavoro, ma non lo sono nella stessa misura per quanto riguarda l`istruzione?".
Secondo l'Agenzia per quanto riguarda i reati a sfondo razzista, "nella maggior parte degli Stati membri dell`Unione europea (15 su 27) vi è una completa assenza di dati ufficiali di giustizia penale disponibili al pubblico riguardanti i reati razzisti o un`informazione limitata ad alcune cause giudiziarie. Il meccanismo di raccolta dei dati sui reati razzisti puó essere considerato 'adeguato' in nove Stati membri, mentre i meccanismi di raccolta dei dati possono essere ritenuti 'completi' soltanto in tre Stati membri".
Lo denuncia l`Agenzia dell`Unione europea per i diritti fondamentali (Fra) pubblicando la relazione annuale 2009, che comprende informazioni, eventi e sviluppi nell`Ue relativi al 2008.
La relazione fornisce materiale riguardo a razzismo, xenofobia e intolleranza ad essi associata, oltre a un quadro generale degli sviluppi in una serie di altri settori dei diritti fondamentali.
La scarsità dei dati raccolti nell`Ue, denuncia l'Agenzia, "continua a ostacolare l`attuazione di efficaci politiche di lotta contro le discriminazioni, mentre le lacune sotto il profilo della tutela giuridica non consentono di evitare che in taluni settori continuino a verificarsi atti di discriminazione".
Secondo la Fra "è necessario un miglioramento dei dati ufficiali per accrescere la conoscenza dei modi in cui è possibile denunciare casi di discriminazione e incoraggiare gli Stati membri a intraprendere efficaci iniziative di prevenzione di reati nonch, a colmare le lacune sotto il profilo della tutela giuridica, fornendo informazioni riguardo agli strumenti giuridici disponibili e rivolgendo l`attenzione a gruppi specifici a rischio di discriminazione".
Gli studi dell`Agenzia dell`Unione europea per i diritti fondamentali hanno costantemente dimostrato che "una grande maggioranza di persone non è consapevole dei diritti di cui disporrebbe se fosse vittima di discriminazione. Ad esempio, la recente indagine dell`Agenzia sulle minoranze e le discriminazioni ha posto in evidenza che soltanto il 39% delle minoranze intervistate è consapevole della legge che vieta le discriminazioni contro le persone sulla base dell`appartenenza etnica quando si presenta una domanda di lavoro. Nel contempo, soltanto il 20% è a conoscenza di un`organizzazione che offre sostegno o consulenza alle persone che hanno subito atti di discriminazione".
Secondo il direttore dell`Agenzia, Morten Kjaerum "esiste l`urgente necessità di un miglioramento dell`informazione. La maggior parte delle vittime di discriminazione non è consapevole del fatto che ció che viene commesso è illegale. Nel contempo, molte persone non sanno come o dove presentare una denuncia. La conseguenza è il numero estremamente elevato di casi di discriminazione che restano sommersi. I governi hanno il dovere di informare tutti dei loro diritti e di garantire l`accesso alla giustizia nella pratica e non solo sulla carta".
Anastasia Crickley, presidente del consiglio di amministrazione dell`Agenzia ha affermato: "Esistono ancora molte lacune in materia di tutela giuridica contro le discriminazioni. Perch, dovrebbe essere possibile intentare una causa contro un locatore per le discriminazioni fondate sull`origine etnica o il sesso, ma non per quelle fondate sulla religione, l`età, gli handicap o l`orientamento sessuale? Perch, i disabili sono protetti dalle discriminazioni quando si tratta di lavoro, ma non lo sono nella stessa misura per quanto riguarda l`istruzione?".
Secondo l'Agenzia per quanto riguarda i reati a sfondo razzista, "nella maggior parte degli Stati membri dell`Unione europea (15 su 27) vi è una completa assenza di dati ufficiali di giustizia penale disponibili al pubblico riguardanti i reati razzisti o un`informazione limitata ad alcune cause giudiziarie. Il meccanismo di raccolta dei dati sui reati razzisti puó essere considerato 'adeguato' in nove Stati membri, mentre i meccanismi di raccolta dei dati possono essere ritenuti 'completi' soltanto in tre Stati membri".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti