AI Act Ue: hotel obbligati a dichiarare foto e chatbot generati da AI
Dal 2 agosto 2026 sono in vigore le nuove regole di trasparenza previste dall'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, e il settore dell'hôtellerie è tra i più coinvolti nel cambiamento. Gli hotel che utilizzano chatbot per l'assistenza clienti o strumenti di intelligenza artificiale generativa per il marketing devono ora rispettare obblighi precisi di comunicazione verso i propri ospiti.
Come riporta Travel Industry Wire, le aziende del comparto viaggi devono ora etichettare in modo chiaro i contenuti generati, anche solo parzialmente, dall'intelligenza artificiale e informare i clienti quando stanno interagendo con un sistema automatizzato, che si tratti di un chatbot testuale o di un assistente vocale. Le violazioni delle disposizioni principali possono comportare sanzioni fino al 3% del fatturato globale dell'azienda.
La norma riguarda in particolare due ambiti sensibili per gli hotel: le conversazioni con l'assistenza clienti automatizzata e le immagini promozionali. Sul primo punto, qualsiasi sistema che interagisca direttamente con gli ospiti deve rendere evidente, fin dal primo contatto, che si tratta di un'intelligenza artificiale e non di una persona reale, salvo che ciò non risulti già ovvio dal contesto. Non basta più una dicitura nascosta nei termini di servizio: l'avviso deve essere chiaro e visibile subito.
Sul fronte delle immagini, la questione è più delicata perché tocca direttamente le aspettative di chi prenota una vacanza. Un'indagine condotta dalla società di analisi forense ContentGuard.me insieme all'agenzia tedesca di marketing digitale ABCD Agency ha analizzato oltre 25mila fotografie di hotel, evidenziando quanto sia diffuso il ricorso a immagini modificate o generate dall'intelligenza artificiale nel settore. Il problema, secondo quanto riportato dalla testata, non riguarda tanto l'uso dell'AI in sé, che può avere applicazioni legittime, come trasformare digitalmente uno scatto estivo in una versione invernale evitando così di dover organizzare un nuovo servizio fotografico stagionale, quanto i casi in cui le immagini ritraggono camere, strutture o ambienti che non esistono nella realtà o che non corrispondono a quanto il cliente troverà effettivamente in loco.
Per affrontare questa criticità, la Commissione Europea ha sviluppato delle icone standardizzate che dovranno essere mostrate ogni volta che un utente si trova per la prima volta davanti a un contenuto creato, in tutto o in parte, dall'intelligenza artificiale. L'obbligo di etichettatura copre non solo le immagini ma anche testi, contenuti audio e video, ampliando quindi il perimetro di applicazione a gran parte del materiale promozionale oggi prodotto dalle strutture turistiche.
Il tema della trasparenza sulle immagini generate dall'AI si intreccia con quello della fiducia dei consumatori: sapere che una fotografia è stata alterata digitalmente può influenzare la percezione che un potenziale ospite ha della struttura, con conseguenze dirette sulle prenotazioni. Tra le realtà del settore che hanno espresso sostegno al nuovo quadro normativo figura Booking Holdings, secondo cui la maggiore chiarezza normativa introdotta dall'AI Act aiuta a costruire un rapporto di fiducia con i clienti, garantendo che le loro aspettative corrispondano a quanto troveranno effettivamente.
Le nuove regole si inseriscono in un percorso di applicazione graduale del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, entrato formalmente in vigore nell'agosto 2024 ma con obblighi scaglionati nel tempo: quelli relativi ai sistemi ad alto rischio avranno tempistiche diverse, mentre gli obblighi di trasparenza su chatbot e contenuti generati sono quelli attualmente operativi e sotto la lente delle autorità di controllo nazionali e dell'Ufficio europeo per l'intelligenza artificiale.