Frontex: attraversamenti irregolari Schengen -40% con l'avvio dell'EES
Secondo i dati di Frontex, nei primi quattro mesi del 2026 le rilevazioni di attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'area Schengen sono calate del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con poco più di 28.500 ingressi registrati secondo dati preliminari. Il calo coincide con l'entrata a regime del nuovo Sistema di Ingresso/Uscita (EES), diventato pienamente operativo il 10 aprile 2026 dopo una fase di avvio progressivo partita il 12 ottobre 2025.
Il calo è attribuito a una combinazione di fattori: la cooperazione con i paesi partner, le misure preventive adottate nei principali paesi di partenza e le condizioni meteorologiche avverse nei primi mesi dell'anno. A livello di singole rotte, la riduzione più marcata si è registrata lungo la rotta dell'Africa occidentale, con un calo delle rilevazioni dell'78%, in gran parte grazie alle misure preventive adottate da Mauritania, Senegal e Gambia in collaborazione con la Spagna e l'UE. Il Mediterraneo centrale e il Mediterraneo orientale rimangono le rotte più frequentate, ciascuna responsabile di circa un terzo di tutti gli ingressi irregolari nell'UE. L'unica rotta principale a registrare un aumento è stata il Mediterraneo occidentale, con un incremento del 50% trainato principalmente dalle partenze dall'Algeria.
Il dato emerge nel contesto del quinto Rapporto sullo stato di Schengen pubblicato dalla Commissione europea il 18 maggio 2026, che inquadra l'area come più resiliente e digitalizzata. Il rapporto segnala anche che nel 2025 gli attraversamenti irregolari erano già diminuiti del 26% rispetto al 2024, raggiungendo il livello più basso dal 2021, e che il tasso di rimpatri è salito al 28%, il più alto degli ultimi dieci anni.
L'EES è un sistema informatico automatizzato che registra gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne dei 29 paesi europei aderenti, sostituendo il timbro manuale sul passaporto con la registrazione digitale di dati biometrici: immagine del volto e impronte digitali, oltre ai dati del documento di viaggio e alla data e al luogo di ogni attraversamento. Il sistema si applica ai soggiorni brevi fino a 90 giorni nell'arco di 180 giorni. Nei primi sei mesi di operatività, gli Stati membri hanno registrato oltre 66 milioni di ingressi e uscite e a 32.000 persone è stato negato l'ingresso nell'UE.
L'avvio del sistema non è stato privo di difficoltà operative: secondo l'Airports Council International (ACI) Europe, i tempi di trattamento ai controlli di sicurezza sono aumentati del 70% durante la fase di avvio, con code e disagi segnalati in diversi aeroporti europei. Alcuni Stati membri hanno fatto ricorso alla flessibilità prevista dalla normativa per sospendere temporaneamente le operazioni EES in caso di attese eccessive.
L'EES è destinato a operare in sinergia con il futuro Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), previsto per l'ultimo trimestre del 2026, che obbligherà i cittadini dei paesi esenti da visto a ottenere un'autorizzazione elettronica prima di entrare nell'area Schengen.