Amato: Ue deve favorire accordi di riammissione con Paesi d'origine
Favorire gli accordi di riammissione con i Paesi di origine degli immigrati clandestini. E' quanto chiede il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, sollecitando un impegno maggiore su questo fronte da parte dell'Unione europea. "Il commissario Frattini la pensa come me - spiega il ministro -: gli immigrati, del resto, entrano in un territorio che e' quello dell'Ue e dovrebbero tornare nei rispettivi Paesi in considerazione del rapporto tra quegli stessi Paesi e l'Unione". Per Amato, "lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina e' una piaga del nostro tempo, che si avvale di reti criminali ma anche di singoli attratti nella rete dall'opportunita' di facili, enormi guadagni. Basti un esempio: un pescatore libico compra a 50mila dollari un peschereccio, per poi rivenderlo al doppio ai trafficanti di clandestini ma mantenendo la titolarita' della licenza di pesca per essere in regola con le autorita'. I trafficanti, a loro volta, caricano 100 o 200 persone a viaggio facendosi dare da 1.500 ai 2.000 dollari a testa, per cui ogni spedizione frutta fino a 100 mila dollari". Da due anni a questa parte, ammette il ministro, gli sbarchi sulle nostre coste sono in crescita, "essendo quasi raddopppiati tra il 2004, quando furono 13mila, e il 2005, quando sono arrivati a 23mila. Alla fine del 2006 non arriveremo lontani da questa cifra, anche perche' nei primi sette mesi di quest'anno abbiamo gia' avuto 2mila sbarchi in piu'". "La stessa Spagna - conclude - , che pure grazie alle sue enclavi nel nord Africa, ha potuto attuare una politica molto piu' restrittiva della nostra, quest'anno ha avuto sin qui piu' sbarchi di noi, oltre 14mila. Noi stiamo lavorando ad una conferenza Unione europea-Unione africana, abbiamo iniziato la collaborazione con Frattini che ha portato Frontex a Lampedusa, stiamo studiando con la stessa Frontex dei pattugliamenti comuni" per scoraggiare la partenza delle 'carrette del mare' dalle coste libiche.
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