Mercoledì 7 ottobre 2026
Menu

Andalusia, le narco-bande si militarizzano con armi da guerra e droni

U.E. - SPAGNA
Notizia ·

Le organizzazioni criminali dedite al narcotraffico in Andalusia stanno diventando sempre più militarizzate, arrivando a reclutare uomini con esperienza in recenti conflitti armati e dotandosi di armamenti e tecnologie un tempo impensabili per semplici bande di trafficanti. È quanto emerge dal rapporto annuale della Procura andalusa relativo al 2025, ripreso da Olive Press News Spain.

 

Secondo il documento, la regione non è più soltanto un punto d'ingresso per la droga diretta verso il resto della Spagna e dell'Europa, ma ha sviluppato una rete criminale completa che comprende produzione, stoccaggio, trasporto e riciclaggio di denaro. I magistrati descrivono organizzazioni sempre più strutturate e violente, capaci di usare metodi ed equipaggiamenti sofisticati sia per muovere i carichi di droga sia per proteggere le proprie operazioni.

 

Tra i cambiamenti più rilevanti segnalati dalla Procura c'è la crescita del traffico di cocaina. Nel 2025 sono stati sequestrati due carichi record, da 6.500 e 2.883 chili, mentre ingenti quantitativi continuano ad arrivare al porto di Algeciras. Le coste di Barbate e Sanlúcar de Barrameda restano punti di passaggio abituali per i trafficanti, mentre la provincia di Huelva ha assunto un ruolo sempre più centrale grazie all'uso delle cosiddette "narcolanchas", imbarcazioni ad alta potenza impiegate per trasferire la droga in mare aperto e aggirare i controlli nei porti. Anche il fiume Guadalquivir viene indicato come una delle rotte principali, teatro peraltro di scontri sempre più frequenti tra bande rivali che si contendono il controllo del traffico lungo il corso d'acqua.

 

Sul fronte degli armamenti, fonti spagnole che hanno consultato la stessa relazione della Fiscalía General del Estado, come eldiario.es, riportano che i delegati della Procura in Andalusia hanno segnalato una vera e propria "alarma" per la maggiore presenza di armi da fuoco e il sequestro di armi da guerra insieme a ogni tipo di carico illecito. Nella sola provincia di Cadice sono stati aperti 24 procedimenti per possesso di armi, con il sequestro di quattro fucili d'assalto AK-47 tra Jerez e Sanlúcar in tre diverse operazioni, oltre ad armi automatiche, mitragliatrici e fucili nelle zone di Barbate e Chiclana.

 

Il rapporto evidenzia inoltre una presenza crescente di soggetti provenienti dai Balcani e dall'Ucraina, integrati in bande professionalizzate che userebbero le armi non solo negli scontri tra clan rivali, ma anche apertamente contro gli agenti delle forze dell'ordine, in episodi che richiamano la tragedia di Barbate del febbraio 2024, quando due agenti della Guardia Civil furono travolti e uccisi da una narcolancha.

 

Secondo quanto riportato da Olive Press, tra la dotazione di alcune organizzazioni figurano ormai anche visori notturni, telecamere di sorveglianza, elicotteri, droni, jammer per interferire con i segnali e sistemi di comunicazione criptati. Alcuni membri delle bande, sottolinea il rapporto, avrebbero maturato esperienza diretta in recenti conflitti armati, un dato che per i magistrati rappresenta un salto di qualità nella pericolosità di queste organizzazioni.

 

L'aumento dell'attività criminale ha portato con sé anche un incremento della violenza, in particolare tra i gruppi che si contendono il controllo delle rotte fluviali e costiere, in un contesto che la Procura descrive come sempre più simile a quello di territori di guerra piuttosto che a semplici reti di contrabbando.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →