Argentina, 7 mld titoli scongelati e ribloccati in vista appello
Un giudice federale di New York ha sbloccato ieri sera il congelamento fino a 7 miliardi di dollari in titoli di Stato argentini in default salvo stabilire pero' di mantenere le obbligazioni immobilizzate in vista dei ricorsi in appello da parte dei creditori contro la sentenza.
La scorsa settimana il giudice Usa Thomas Griesa aveva stabilito il congelamento di 7 miliardi in vecchi titoli offerti da Bank of New York per conto di Nml Capital delle isole Cayman, uno dei molti investitori che non hanno aderito allo swap nel tentativo di mettere le mani sugli asset argentini raggiungibili dopo aver avviato un'azione legale.
Griesa ha concesso anche a un altro gruppo di creditori, Em Ltd, un'ordinanza restrittiva sui vecchi titoli di Stato.
Ieri sera in un'aula piena di banchieri di Wall Street, Griesa ha in un primo tempo sbloccato il congelamento dei bond, spiegando che finche' non vengono scambiati appartengono ai vecchi portatori di obbligazioni e non all'Argentina, dunque non sono legittimamente esigibili.
Il giudice ha aggiunto inoltre che sarebbe impossibile obbligare Buenos Aires a mettere all'asta i nuovi titoli in caso di immobilizzo dei vecchi.
David Rivkin, rappresentante legale per Em Ltd, ha obiettato che ai creditori non sarebbe bastato il tempo per ricorrere in appello prima del proseguimento dello swap, chiedendo di mantenere i vecchi titoli immobilizzati fino alla risposta della corte d'appello.
"Accolgo la mozione -ha detto Griesa- e' difficile credere che la sentenza della corte d'appello possa arrivare per il primo aprile".
Secondo il giudice non e' un grosso problema "se si verifica un lieve ritardo nella chiusura dell'offerta di swap".
Il governo argentino si dice soddisfatto della sentenza e si augura un verdetto rapido e favorevole da parte della corte d'appello.
"Il ministero dell'Economia spera che la corte d'appello si incontri in tempi rapidi e si pronunci presto in modo da permettere il completamento dell'operazione di swap entro la scadenza temporale prevista", dice una nota del dicastero.
La scorsa settimana il giudice Usa Thomas Griesa aveva stabilito il congelamento di 7 miliardi in vecchi titoli offerti da Bank of New York per conto di Nml Capital delle isole Cayman, uno dei molti investitori che non hanno aderito allo swap nel tentativo di mettere le mani sugli asset argentini raggiungibili dopo aver avviato un'azione legale.
Griesa ha concesso anche a un altro gruppo di creditori, Em Ltd, un'ordinanza restrittiva sui vecchi titoli di Stato.
Ieri sera in un'aula piena di banchieri di Wall Street, Griesa ha in un primo tempo sbloccato il congelamento dei bond, spiegando che finche' non vengono scambiati appartengono ai vecchi portatori di obbligazioni e non all'Argentina, dunque non sono legittimamente esigibili.
Il giudice ha aggiunto inoltre che sarebbe impossibile obbligare Buenos Aires a mettere all'asta i nuovi titoli in caso di immobilizzo dei vecchi.
David Rivkin, rappresentante legale per Em Ltd, ha obiettato che ai creditori non sarebbe bastato il tempo per ricorrere in appello prima del proseguimento dello swap, chiedendo di mantenere i vecchi titoli immobilizzati fino alla risposta della corte d'appello.
"Accolgo la mozione -ha detto Griesa- e' difficile credere che la sentenza della corte d'appello possa arrivare per il primo aprile".
Secondo il giudice non e' un grosso problema "se si verifica un lieve ritardo nella chiusura dell'offerta di swap".
Il governo argentino si dice soddisfatto della sentenza e si augura un verdetto rapido e favorevole da parte della corte d'appello.
"Il ministero dell'Economia spera che la corte d'appello si incontri in tempi rapidi e si pronunci presto in modo da permettere il completamento dell'operazione di swap entro la scadenza temporale prevista", dice una nota del dicastero.
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