Arrivano le bottiglie di carta adatte a bevande, oli, vino e latticini. Tecnologia UK, produzione Svizzera
Arriva anche in Italia una nuova generazione di bottiglie realizzate con fibre di carta modellate. La tecnologia è stata sviluppata dalla britannica Pulpex e sarà prodotta in esclusiva da Perlen Papier, azienda svizzera che punta a servire il mercato italiano e quelli di Svizzera, Austria e Germania meridionale.
La bottiglia è pensata come alternativa agli imballaggi tradizionali in vetro e plastica. Leggera, resistente e impermeabile, combina la funzionalità di un contenitore con le caratteristiche di un materiale a base di fibre riciclabili. La soluzione è destinata a produttori di marchi e imbottigliatori che cercano nuove possibilità per il confezionamento dei propri prodotti.
Dalle bevande ai cosmetici: per quali prodotti si può usare
Le bottiglie in fibra possono contenere un’ampia gamma di prodotti: acqua e altre bevande non gassate, alimenti come latticini e oli, vino e superalcolici, ma anche cosmetici e prodotti per la cura della persona.
Una barriera inodore e idonea al contatto alimentare protegge il contenuto dall’umidità e dall’ossigeno. In base al prodotto e al sistema di chiusura utilizzato, la durata di conservazione può superare i 24 mesi. La bottiglia è impermeabile e può essere conservata sia in frigorifero sia in ambienti come il bagno.
Come viene realizzata la bottiglia in fibra
Il corpo della bottiglia viene prodotto in un unico pezzo attraverso un processo di stampaggio a umido delle fibre di cellulosa, seguito dall’essiccazione. La superficie interna viene poi rivestita con un sottile strato barriera idoneo al contatto alimentare e privo di plastica. Durante la produzione non vengono utilizzati adesivi.
Le fibre provengono da foreste certificate e gestite in modo sostenibile oppure da carta riciclata. Secondo il metodo di test 4evergreen della CEPI, la Confederation of European Paper Industries, la bottiglia può essere riciclata attraverso gli attuali flussi di recupero della carta.
Impronta carbonica inferiore rispetto a vetro e plastica
Tra i vantaggi indicati per questa soluzione c’è il peso ridotto, che può contribuire a diminuire l’impatto ambientale dei trasporti e i costi logistici.
Secondo i dati comunicati dalle aziende, calcolando l’impronta carbonica secondo il criterio “cradle-to-gate”, cioè considerando le fasi dalla produzione delle materie prime fino all’uscita dallo stabilimento, la bottiglia in fibra presenta emissioni di circa il 90% inferiori rispetto a una bottiglia equivalente in vetro e di circa il 30% inferiori rispetto a una bottiglia in PET.
La soluzione risponde così alla crescente richiesta di imballaggi sostenibili e riciclabili da parte di marchi e consumatori.
Formati disponibili e possibilità di personalizzazione
Le bottiglie Pulpex sono già disponibili nei formati standard da 300, 500 e 750 millilitri. In futuro, l’ampliamento della gamma dovrebbe consentire di introdurre capacità comprese tra 200 e 1.000 millilitri.
Il processo di stampaggio delle fibre permette inoltre di realizzare forme personalizzate e design distintivi per i diversi marchi. Le superfici possono essere decorate con stampa digitale in linea oppure attraverso etichette.
Le bottiglie sono compatibili con i processi di riempimento standard e possono generalmente essere integrate nelle infrastrutture di imbottigliamento già esistenti. La tecnologia punta quindi a combinare la produzione industriale su larga scala con le possibilità di personalizzazione del packaging.
(da FoodAffairs.it)