Australia. La maggioranza dei ministri appoggia la proposta del premier. Dai partiti liberta' di voto secondo coscienza
La maggioranza dei membri del Governo australiano sembra intenzionata sostenere la proposta di legge presentata dal premier, John Howard, per regolamentare l'uso degli embrioni nella ricerca scientifica e proibire la clonazione umana. Decisamente schierati alla guida del fronte contrario a qualunque uso degli embrioni sovrannumerari, il vicepremier John Anderson, il ministro per l'Anzianita' Kevin Andrews ed il ministro dei Trasporti Mark Vaile.
Il Parlamento federale dovrebbe cominciare il 20 agosto l'esame della legge sull'uso degli embrioni nella ricerca biomedica. Per la prima volta in sei anni, nessuna indicazione di voto e' venuta dai partiti, che hanno lasciato ai propri parlamentari liberta' di voto secondo coscienza, tranne i Verdi, che invocano il principio di precauzione contro possibili abusi delle industrie in questo settore. Il dibattito dovrebbe cominciare la sera di martedi', ma potrebbero volerci giorni prima che la legge passi in Senato. La maggior parte dei parlamentari probabilmente ricorrera' al commento al testo prodotto dalla biblioteca parlamentare. Secondo alcuni parlamentari pero', il documento e' molto evasivo sugli aspetti cruciali della questione. Ad esempio di cio' viene citata la pagina 32 del testo in cui si legge "alcuni sostengono che le cellule staminali adulte possono essere utilizzate con successo al posto delle staminali embrionali. Questo aspetto resta irrisolto." Per i critici dunque, la biblioteca avrebbe inopportunamente scelto un approccio piu' cauto del National Health and Medical Research Council, organo consultivo del Governo in medicina, nel cui rapporto si legge che in merito alla ricerca sugli embrioni ci sono "opinioni diverse, molti ricercatori ritengono necessario proseguire lo studio sia delle staminali adulte sia di quelle embrionali, poiche' entrambi i filoni di indagine hanno un grande potenziale".
Il Parlamento federale dovrebbe cominciare il 20 agosto l'esame della legge sull'uso degli embrioni nella ricerca biomedica. Per la prima volta in sei anni, nessuna indicazione di voto e' venuta dai partiti, che hanno lasciato ai propri parlamentari liberta' di voto secondo coscienza, tranne i Verdi, che invocano il principio di precauzione contro possibili abusi delle industrie in questo settore. Il dibattito dovrebbe cominciare la sera di martedi', ma potrebbero volerci giorni prima che la legge passi in Senato. La maggior parte dei parlamentari probabilmente ricorrera' al commento al testo prodotto dalla biblioteca parlamentare. Secondo alcuni parlamentari pero', il documento e' molto evasivo sugli aspetti cruciali della questione. Ad esempio di cio' viene citata la pagina 32 del testo in cui si legge "alcuni sostengono che le cellule staminali adulte possono essere utilizzate con successo al posto delle staminali embrionali. Questo aspetto resta irrisolto." Per i critici dunque, la biblioteca avrebbe inopportunamente scelto un approccio piu' cauto del National Health and Medical Research Council, organo consultivo del Governo in medicina, nel cui rapporto si legge che in merito alla ricerca sugli embrioni ci sono "opinioni diverse, molti ricercatori ritengono necessario proseguire lo studio sia delle staminali adulte sia di quelle embrionali, poiche' entrambi i filoni di indagine hanno un grande potenziale".
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