Sabato 6 giugno 2026
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Australia. La nuova legge mette a rischio la liberta’ di abortire

OCEANIA - AUSTRALIA
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Secondo alcuni specialisti di fecondazione assistita, la legge proposta dal Premier John Howard in merito all'uso degli embrioni per ricerca, potrebbe servire ai cattolici e agli antiabortisti come cavallo di Troia per rendere illegale l'aborto. Secondo David Molloy (nella foto), presidente dell'associazione dei direttori delle cliniche per la fecondazione assistita, il testo va oltre gli accordi stipulati dai premiers degli stati australiani lo scorso 5 aprile. In particolare Molloy richiama l'attenzione sulla sezione 18 del Research Involving Embryos and Prohibition of Human Cloning Bill, che, a suo dire, potrebbe essere applicata sia alla ricerca sugli embrioni, sia all'aborto. La sezione 18 proibisce di conservare embrioni vitali dopo la fecondazione e punisce la violazione di questo divieto con una pena fino a 10 anni ed una multa di 66.000 dollari per il medico e 330.000 per la struttura in cui questo opera. Per Molloy, l'applicazione alla lettera della sezione 18 vieterebbe anche l'asportazione di un embrione di meno di 10 settimane dall'utero di una donna, rendendo illegali tutti gli aborti praticati nelle prime 10 settimane di gravidanza. Secondo Clive Morris, presidente della task force incaricata dal Consiglio dei Governi australiani di redigere il testo della legge, le preoccupazioni di Molloy sono infondate poiche' nella legge non si vieta la distruzione dell'embrione, ma solo la sua conservazione.
Secondo una recente indagine del giornale The Weekend Australian la maggioranza dei membri della Casa dei Rappresentanti votera' a favore della legge. Piu incerti i numeri del Senato, dove alcuni senatori, come Ron Boswell del National Party, vorrebbero istituire una commissione ed ascoltare il parere degli esperti, prima di procedere al voto.
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