Australia. Parlamentari per ricerca su embrioni
Mentre il parlamento australiano dibatte con toni emotivi un disegno di legge che consentirebbe l'uso di cellule staminali embrionali per la ricerca, attingendo ai circa 70.000 embrioni in sovrappiu' creati per i programmi di fecondazione "in vitro", un sondaggio pubblicato oggi indica che una netta maggioranza dei parlamentari e' gia' a favore della liberalizzazione. Come accade raramente nel parlamento australiano, tutti i partiti hanno accordato il voto secondo coscienza in questo disegno di legge, che prevede anche la messa al bando della clonazione umana. Il premier conservatore, John Howard, ha gia' espresso sostegno alle nuove norme, che dopo l'approvazione della Camera dovranno passare all'esame del Senato. Nel sondaggio di 148 dei 150 deputati della Camera, pubblicato dal quotidiano Herald Sun, 85 di essi si sono dichiarati a favore dell'uso degli embrioni in sovrappiu' per la ricerca sulle cellule staminali, 28 si oppongono, 20 sono indecisi e 15 hanno rifiutato di esprimere un'opinione. Se il progetto di legge sara' approvato, la legislazione australiana si trovera' a meta' strada fra l'approccio restrittivo degli Usa, che limita la ricerca sulle cellule staminali agli embrioni che sono stati gia' distrutti, e le leggi piu' liberali della Gran Bretagna che consentono la creazione di embrioni a fini di ricerca. Secondo i sostenitori di tale ricerca, le cellule staminali embrionali, che possono trasformarsi in altri tipi di cellule umane, serviranno a trovare nuove cure per malattie come quelle di Parkinson e di Alzheimer, oltre che per il diabete, il cancro, gli attacchi cardiaci e le lesioni spinali.
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