Azimut, prezzo ipo fissato a 4 euro, minimo del range
Il prezzo di collocamento di Azimut Holding è stato fissato a 4 euro -al minimo del range tra 4 e 5- corrispondente a una valutazione di 577 milioni di euro.
La capitalizzazione e' molto inferiore alle originarie speranze dei soci e il calo, secondo l'AD Pietro Giuliani, e' legato alla strumentalizzazione del dibattito sulla nuova regolamentazione dei fondi -piu' severa nel disciplinare le commissioni di incentivo. Le voci che lo hanno seguito sono state un "terrorismo di mercato" che ha danneggiato l'operazione.
"La questione del regolamento ha sicuramente influito molto sul prezzo, ho dovuto dare molte spiegazioni durante il road show", si e' sfogato il manager in una intervista telefonica. "In Italia c'e' stata molto poco simpatia per questa operazione, molta gelosia dei concorrenti", ha proseguito, non escludendo che ci "potrebbero essere forti oscillazioni anche la settimana prossima quando le azioni andranno a listino".
Ai prezzi di ipo, Azimut quota con uno sconto intorno al 20% rispetto alcuni concorrenti, aggiunge Giuliani.
E dice che ci sono state voci che parlavano di offerta sottoscritta solo al 60%, mentre in realta' la domanda di azioni e' stata del 10% sopra l'offerta e "circa il 50% del capitale e' andato a istituzionali esteri", non abituati a pagare a premio i titoli delle societa' di gestione.
Almeno tre investitori stranieri hanno chiesto piu' di 4 milioni di euro di azioni, secondo il manager che ritiene sara' esercitata l'opzione di sovrallocazione.
Come preannunciato, i mezzi freschi arrivati con il collocamento serviranno a dimezzare il debito a circa 150 milioni di euro, anche se si viole mantenere un effetto di leva per ragioni di efficienza.
"Ma sicuramente cercheremo di pagare un dividendo allineato ai concorrenti, al 2 o 2,5% almeno finche' non restituiremo tutti i debiti".
L'ipo Azimut offriva 94,9 milioni di azioni, di cui 14,2 come greenshoe. Post ipo (se sara' esercitata la greenshoe) il capitale flottante sarebbe il 75,7%, mentre i manager raccolti nella societa'. Timone manterranno il 21,6% e i due veicoli del private investor Apax, Lux I e Lux III, meno del 3%. Apax partners aveva acquistato Azimut nel 2002 dall'allora gruppo Bipop Carire in crisi.
Il collocamento e' stato curato da Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) e UBM, la quotazione parte come previsto il giorno 7 luglio.
La capitalizzazione e' molto inferiore alle originarie speranze dei soci e il calo, secondo l'AD Pietro Giuliani, e' legato alla strumentalizzazione del dibattito sulla nuova regolamentazione dei fondi -piu' severa nel disciplinare le commissioni di incentivo. Le voci che lo hanno seguito sono state un "terrorismo di mercato" che ha danneggiato l'operazione.
"La questione del regolamento ha sicuramente influito molto sul prezzo, ho dovuto dare molte spiegazioni durante il road show", si e' sfogato il manager in una intervista telefonica. "In Italia c'e' stata molto poco simpatia per questa operazione, molta gelosia dei concorrenti", ha proseguito, non escludendo che ci "potrebbero essere forti oscillazioni anche la settimana prossima quando le azioni andranno a listino".
Ai prezzi di ipo, Azimut quota con uno sconto intorno al 20% rispetto alcuni concorrenti, aggiunge Giuliani.
E dice che ci sono state voci che parlavano di offerta sottoscritta solo al 60%, mentre in realta' la domanda di azioni e' stata del 10% sopra l'offerta e "circa il 50% del capitale e' andato a istituzionali esteri", non abituati a pagare a premio i titoli delle societa' di gestione.
Almeno tre investitori stranieri hanno chiesto piu' di 4 milioni di euro di azioni, secondo il manager che ritiene sara' esercitata l'opzione di sovrallocazione.
Come preannunciato, i mezzi freschi arrivati con il collocamento serviranno a dimezzare il debito a circa 150 milioni di euro, anche se si viole mantenere un effetto di leva per ragioni di efficienza.
"Ma sicuramente cercheremo di pagare un dividendo allineato ai concorrenti, al 2 o 2,5% almeno finche' non restituiremo tutti i debiti".
L'ipo Azimut offriva 94,9 milioni di azioni, di cui 14,2 come greenshoe. Post ipo (se sara' esercitata la greenshoe) il capitale flottante sarebbe il 75,7%, mentre i manager raccolti nella societa'. Timone manterranno il 21,6% e i due veicoli del private investor Apax, Lux I e Lux III, meno del 3%. Apax partners aveva acquistato Azimut nel 2002 dall'allora gruppo Bipop Carire in crisi.
Il collocamento e' stato curato da Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) e UBM, la quotazione parte come previsto il giorno 7 luglio.
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