Martedì 9 giugno 2026
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Badante licenziata per aver chiesto regolarizzazione, il giudice condanna il datore di lavoro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sentenza pilota del Tribunale del lavoro di Brescia a tutela dei lavoratori stranieri. Il Tribunale di Brescia, con una sentenza pronunciata il 25 settembre scorso, ha accolto il ricorso presentato da una badante salvadoregna che e' stata licenziata dal proprio datore di lavoro, dopo aver chiesto di essere regolarizzata, in base alla sanatoria in corso per colf e badanti. Il giudice, considerando discriminatorio l'atteggiamento del datore di lavoro, gli ha ordinato di provvedere entro il 30 settembre (data ultima per rientrare nella sanatoria prevista dalla legge 102 del 2009) al reintegro della lavoratrice e al versamento degli oneri previdenziali dovuti, nonche' delle retribuzioni non percepite.
"Si tratta di un pronunciamento importante, il primo nel suo genere- e' il commento dell'Ufficio vertenze della Cgil e di Inca che hanno patrocinato la causa-, che ristabilisce il diritto del lavoratore ad essere assunto regolarmente e il dovere del datore di lavoro di rispettare le leggi dello Stato italiano in materia di immigrazione". Secondo la Confederazione e il suo patronato questa sentenza rappresenta inoltre "un precedente che apre la strada ad altri lavoratori e lavoratrici che, avendone i requisiti, si dovessero trovare di fronte al rifiuto del datore di lavoro di regolarizzazione".
"Non e' dato sapere se si tratti di un caso isolato- osservano Cgil e Inca-, ma e' certamente emblematico di una situazione che potrebbe riguardare molti altri immigrati impegnati nella cura e nell'assistenza di anziani e persone non autosufficienti. E' auspicabile che il governo, dopo aver annunciato gia' il successo della sanatoria con circa 300 mila richieste di regolarizzazioni, provveda a prorogare i termini per l'emersione del lavoro nero, che coinvolge un numero ben piu' consistente di lavoratori e lavoratrici stranieri, presenti in Italia".
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