Lunedì 26 ottobre 2026
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Banche, Gros-Pietro minaccia class action contro il governo

U.E. - ITALIA
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Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, alza i toni nei confronti dell'esecutivo sul fronte del contributo richiesto alle banche per finanziare la prossima legge di bilancio. Secondo quanto riportato da Stylo24, il banchiere ha avvertito il governo che gli istituti di credito potrebbero rifiutarsi di sottoscrivere un nuovo accordo e che gli stessi azionisti potrebbero arrivare a intentare una class action contro l'esecutivo per il mancato rispetto dell'intesa triennale firmata appena un anno fa.

 

Al centro della disputa ci sono i cinque miliardi di euro che Palazzo Chigi punta a ottenere dal settore bancario e assicurativo per sostenere una manovra complessiva da 23,5 miliardi. Una richiesta che, secondo la ricostruzione pubblicata da Stylo24, rimetterebbe in discussione l'accordo triennale siglato lo scorso anno dopo appena dodici mesi dalla sua sottoscrizione.

 

Intervenuto al Festival Internazionale dell'Economia di Torino, Gros-Pietro ha usato parole dure: «Non si può più fare come la volta scorsa. Hanno voluto un accordo triennale e dopo un anno già non funziona più». Il presidente di Intesa Sanpaolo ha spiegato che il nodo centrale è la fiducia tra le parti: avendo sottoscritto l'intesa anche in rappresentanza degli azionisti, i vertici bancari difficilmente si sentirebbero ora di rinnovare un patto con una controparte che, a loro giudizio, non lo ha rispettato.

 

È qui che Gros-Pietro ha introdotto l'ipotesi più delicata, quella di un'iniziativa legale da parte degli stessi azionisti: potrebbero, ha detto, avviare «una class action, un'azione legale» contro il governo. Un avvertimento che trasforma una disputa finora circoscritta alla trattativa politica in una possibile vertenza giudiziaria sulla tenuta degli impegni assunti dallo Stato.

 

Il banchiere non ha comunque chiuso del tutto la porta a un contributo del settore: ha riconosciuto i progressi compiuti dal governo sul fronte della riduzione del deficit e ribadito la disponibilità delle banche a collaborare su temi di interesse nazionale, a condizione però che vengano rispettate le norme vigenti e i diritti degli investitori. Gros-Pietro ha criticato quella che ha definito l'inconsistenza dell'accordo precedente, chiedendo regole più affidabili per qualsiasi nuova intesa.

 

Per il ministro dell'Economia Giorgetti la trattativa si complica: il governo deve ora reperire le risorse necessarie a coprire la manovra, mentre il settore finanziario non è l'unico chiamato a contribuire. Tra le altre entrate allo studio per finanziare la legge di bilancio figurano anche quelle provenienti dal comparto dei giochi.

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