Banlieue, gli Usa danno una lezione di integrazione ai francesi ... e non solo
Lo 'yes, we can' alla francese passa dalle banlieue. Lo hanno esportato direttamente gli americani, individuando proprio nella bollente periferia parigina che tanto preoccupa ministri e 'benpensanti' locali, la futura elite del Paese. E giovani creativi di origine musulmana vengono ora invitati a corsi e scambi negli States proprio come qualche anno fa accadeva ai trentenni Nicolas Sarkozy e Francois Fillon.E' da circa un anno che l'ambasciata degli Stati Uniti a Parigi ha cominciato una efficace e capillare attivita' nel dipartimento 93, quello di Saint-Denis, la banlieue piu' 'cattiva' di Parigi. Quella che Sarkozy, da ministro degli Interni, disse di voler ripulire con il 'karcher', la pompa ad aria compressa usata dai netturbini. Persino John Travolta e' andato a girare in banlieue il suo 'From Paris with love', mentre il suo collega Samuel L. Jackson ha partecipato a una tavola rotonda con i ragazzi di Bondy, uno dei luoghi piu' guardati a vista dalla polizia, al fianco dell'ambasciatore Charles Rivkin. E' proprio quest'ultimo l'animatore della nuova tendenza che mira a scovare le nuove elite del Paese fra le minoranze etniche piu' attive.
In pochi mesi, scrive Le Monde, l'agenda dell'ambasciata americana di 'quelli che contano' in banlieue e' molto piu' fornita e aggiornata di quella dei 'paurosi' francesi, al punto che produttori, partiti, associazioni, intellettuali ricorrono agli americani per sapere qualcosa di concreto sulla periferia di Francia. Sono ormai decine i responsabili di associazioni locali, insegnanti, rappresentanti politici sia di destra sia di sinistra identificati dagli americani come futura classe dirigente del Paese: 'E' affascinante - dice Ahmed El-Keiy, presentatore di un talk-show su FranceO, tv pubblica dedicata alla "diversita'" - ogni volta che incontro qualcuno davvero brillante, mi dice che e' gia' in contatto con l'ambasciata'. 'La nostra volonta' - spiega Lora Berg, addetto culturale Usa - e' identificare i futuri leader francesi, quelli che potranno emergere, quelli che saranno portati ad assumere responsabilita''.
Le elite 'anziane e bianche', insomma, sono al tramonto per gli Usa, almeno a stare all'agenda di Randiane Peccoud, 53 anni, impiegata francese dell'ambasciata americana incaricata di studiare la societa' civile: 'E' semplice - spiega Bruno Laforestrie, direttore della radio Generation 88.2 - Randiane conosce tutti. Il Who's Who della diversita' in Francia e' nelle sue mani'.
Scambi culturali, corsi, soggiorni negli States, addirittura offerte di lavoro per i piu' promettenti. Ma anche iniziative originali, come quella avviata da alcuni giorni non in banlieue ma in due quartieri non centrali e piuttosto movimentati di Parigi, il XVIII e il XIX, ad alta immigrazione: trovando artistici i 'tag', i graffiti sui muri - come da tradizione Usa - gli americani hanno inviato i loro campioni da Philadelphia per uno stage con i writer francesi. C'e' di che stropicciarsi gli occhi per i ragazzi parigini, che si sono visti anche, per la prima volta, finanziare un megaprogetto di 10 disegni che racconteranno sui muri la vita del loro quartiere. (Ansa)
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