Berlusconi: contro reato immigrazione clandestina, solo una opinione personale
Nessuna retromarcia sul reato di immigrazione clandestina, che e' inserito nel ddl presto all'esame del Parlamento. Il premier Silvio Berlusconi approfitta della conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak per precisare quanto detto ieri in merito all'introduzione del reato di clandestinita'. "Puo' essere un'aggravante per chi commette reati previsti dal codice penale", non una fattispecie a se', aveva spiegato il presidente del Consiglio. Ieri la messa a punto: "Ho solo espresso certe considerazioni, premettendo che era solo una mia opinione personale". Resta ferma la possibilita' - per il Parlamento - di "approfondire la materia e la sua fattibilita'. Mi spiace si continui in questa moda di fare un caso su cio' che caso non e'". Berlusconi aggiunge: "Voi conoscete il testo del ddl. Prevede l'arresto, il giudizio immediato e la punizione da 6 mesi a 4 anni. Ora, quando arrivano mille immigrati clandestini tutti insieme, come fare i processi e dove trovare le carceri per rinchiuderli?".
Il leader della Lega, Umberto Bossi, e' sicuro che la maggioranza trovera' una linea comune sulla questione sicurezza. Ma la puntualizzazione del premier non arresta le schermaglie interne alla maggioranza. E in particolare le punture di esponenti del Carroccio al Cavaliere. Ad abbassare i toni ci pensano i dirigenti del Pdl. Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri assicura un confronto "sereno" in Parlamento per "trovare le soluzioni migliori per la sicurezza degli italiani". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa e' sulla stessa linea: "Decidera' il Parlamento e valutera' la proposta del Cdm, che e' di considerare l'immigrazione clandestina un reato. Se invece si optasse per l'aggravante, si raggiungerebbe lo stesso effetto, a patto che non sembri una marcia indietro e non venga meno l'effetto deterrenza". Per Franco Frattini, ministro degli Esteri, sono invece "inaccettabili" le critiche "premature e i processi alle intenzioni". Il ministro leghista Roberto Calderoli lamenta che "ci si e' messo pure il Vaticano, che prevede l'espulsione e l'arresto fino ad un anno per chi entra nel suo territorio". Dall'opposizione voci contrastanti. Pier Luigi Bersani apprezza le parole di Berlusconi, "una dichiarazione di buonsenso", mentre il ministro ombra dell'Interno, Marco Minniti, ricorda: "Abbiamo delle riserve anche sull'aggravante". Poi avverte: se sul reato di clandestinita' il premier ha dei ripensamenti "non e' che le sue parole possono essere derubricate a una semplice opinione personale. Mi sembrerebbe una cosa un po' ardita". Massimo D'Alema si astiene dai commenti e ironizza sull'evoluzione continua in seno alla maggioranza. Il Cavaliere respinge con forza la tesi secondo cui avrebbe fatto dietrofront. Ma pare intenzionato a proseguire il suo nuovo corso, che coniuga obiettivi ambiziosi con la disponibilita' alle piu' ampie convergenze. Berlusconi non e' il solo interessato all'appeasement. Non a caso Bossi da Pontida ha indicato la necessita' di un confronto sulle riforme con il Pd. Sul tema del federalismo fiscale - e' piu' in generale sulle riforme istituzionali - trovare una soluzione condivisa e' interesse di tutti. La Lega ben ricorda come la grande riforma federale, approvata nel 2005 - senza la maggioranza qualificata che avrebbe scongiurato il referendum - dal Parlamento, sia stata una vittoria di Pirro. Quella appena iniziata ha ottime possibilita' di essere una legislatura costituente. Purche' volta per volta le distinzioni identitarie non impediscano di raggiungere punti di equilibrio.
Il leader della Lega, Umberto Bossi, e' sicuro che la maggioranza trovera' una linea comune sulla questione sicurezza. Ma la puntualizzazione del premier non arresta le schermaglie interne alla maggioranza. E in particolare le punture di esponenti del Carroccio al Cavaliere. Ad abbassare i toni ci pensano i dirigenti del Pdl. Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri assicura un confronto "sereno" in Parlamento per "trovare le soluzioni migliori per la sicurezza degli italiani". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa e' sulla stessa linea: "Decidera' il Parlamento e valutera' la proposta del Cdm, che e' di considerare l'immigrazione clandestina un reato. Se invece si optasse per l'aggravante, si raggiungerebbe lo stesso effetto, a patto che non sembri una marcia indietro e non venga meno l'effetto deterrenza". Per Franco Frattini, ministro degli Esteri, sono invece "inaccettabili" le critiche "premature e i processi alle intenzioni". Il ministro leghista Roberto Calderoli lamenta che "ci si e' messo pure il Vaticano, che prevede l'espulsione e l'arresto fino ad un anno per chi entra nel suo territorio". Dall'opposizione voci contrastanti. Pier Luigi Bersani apprezza le parole di Berlusconi, "una dichiarazione di buonsenso", mentre il ministro ombra dell'Interno, Marco Minniti, ricorda: "Abbiamo delle riserve anche sull'aggravante". Poi avverte: se sul reato di clandestinita' il premier ha dei ripensamenti "non e' che le sue parole possono essere derubricate a una semplice opinione personale. Mi sembrerebbe una cosa un po' ardita". Massimo D'Alema si astiene dai commenti e ironizza sull'evoluzione continua in seno alla maggioranza. Il Cavaliere respinge con forza la tesi secondo cui avrebbe fatto dietrofront. Ma pare intenzionato a proseguire il suo nuovo corso, che coniuga obiettivi ambiziosi con la disponibilita' alle piu' ampie convergenze. Berlusconi non e' il solo interessato all'appeasement. Non a caso Bossi da Pontida ha indicato la necessita' di un confronto sulle riforme con il Pd. Sul tema del federalismo fiscale - e' piu' in generale sulle riforme istituzionali - trovare una soluzione condivisa e' interesse di tutti. La Lega ben ricorda come la grande riforma federale, approvata nel 2005 - senza la maggioranza qualificata che avrebbe scongiurato il referendum - dal Parlamento, sia stata una vittoria di Pirro. Quella appena iniziata ha ottime possibilita' di essere una legislatura costituente. Purche' volta per volta le distinzioni identitarie non impediscano di raggiungere punti di equilibrio.
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