Bolivia. Morales critica l'Ue per i boliviani respinti
Il presidente boliviano Evo Morales ha invitato l'Europa a discutere urgentemente sul fenomeno della globalizzazione, soffermandosi in particolare sulle asimmetrie esistenti 'da continente a continente, da paese a paese'.
Reagendo al trattamento riservato venerdi' ad un folto gruppo di boliviani che, respinti in quattro porti spagnoli, sono poi stati imbarcati a Genova su un charter e rimandati a La Paz, il capo dello stato boliviano, scrive l'agenzia statale Abi, ha chiesto 'alle autorita' europee e spagnole che comprendano la situazione della Bolivia'.
Da oggi, si deve ricordare, e' in vigore una nuova normativa che impone ai cittadini boliviani di munirsi di un visto per poter entrare nei paesi comunitari dell'Area Schengen.
Morales non ha esitato al riguardo a fustigare 'la politica di globalizzazione che praticano i paesi sviluppati' ed ha aggiunto che 'questo sistema e' solo per i mercati e non per gli esseri umani'.
'Discutiamo da continente a continente - ha aggiunto Morales - attraverso l'Unione europea (Ue) e la Comunita' andina delle nazioni (Can) per mettere fine a queste asimmetrie e in modo che non vi sia piu' tanta gente che se ne va dall'America verso l'Europa. Una Europa - ha sottolineato - che se in passato si e' sviluppata e' stato anche grazie alle nostre risorse naturali'.
Quando ci fu una emigrazione dal nord verso il Sudamerica, ha ancora detto, gli abitanti di questa parte del mondo non posero barriere all'ingresso degli stranieri'.
'Quando l'emigrazione era da nord a sud - ha insistito - non c'erano muri, non c'erano visti. Quando l'emigrazione era da nord a sud, chi arrivava si accaparrava migliaia di ettari di terra, si saccheggiavano le nostre risorse naturali. Siamo stati veramente pazienti e abbiamo trovato il modo di essere complementari'.
Reagendo al trattamento riservato venerdi' ad un folto gruppo di boliviani che, respinti in quattro porti spagnoli, sono poi stati imbarcati a Genova su un charter e rimandati a La Paz, il capo dello stato boliviano, scrive l'agenzia statale Abi, ha chiesto 'alle autorita' europee e spagnole che comprendano la situazione della Bolivia'.
Da oggi, si deve ricordare, e' in vigore una nuova normativa che impone ai cittadini boliviani di munirsi di un visto per poter entrare nei paesi comunitari dell'Area Schengen.
Morales non ha esitato al riguardo a fustigare 'la politica di globalizzazione che praticano i paesi sviluppati' ed ha aggiunto che 'questo sistema e' solo per i mercati e non per gli esseri umani'.
'Discutiamo da continente a continente - ha aggiunto Morales - attraverso l'Unione europea (Ue) e la Comunita' andina delle nazioni (Can) per mettere fine a queste asimmetrie e in modo che non vi sia piu' tanta gente che se ne va dall'America verso l'Europa. Una Europa - ha sottolineato - che se in passato si e' sviluppata e' stato anche grazie alle nostre risorse naturali'.
Quando ci fu una emigrazione dal nord verso il Sudamerica, ha ancora detto, gli abitanti di questa parte del mondo non posero barriere all'ingresso degli stranieri'.
'Quando l'emigrazione era da nord a sud - ha insistito - non c'erano muri, non c'erano visti. Quando l'emigrazione era da nord a sud, chi arrivava si accaparrava migliaia di ettari di terra, si saccheggiavano le nostre risorse naturali. Siamo stati veramente pazienti e abbiamo trovato il modo di essere complementari'.
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