Venerdì 16 ottobre 2026
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Bollette luce e gas, Arera: mercato ancora poco concorrenziale

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il mercato libero dell'energia elettrica e del gas naturale continua a presentare forti criticità sul fronte della concorrenza, lasciando le famiglie italiane esposte a prezzi più alti e a una capacità di scelta limitata. È quanto emerge dal "Monitoraggio Retail per l'anno 2025" pubblicato dall'Arera, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, come riporta Energia Oltre.

Secondo il documento, l'avvio del Servizio a Tutele Graduali (STG) ha effettivamente ridotto la concentrazione complessiva dell'offerta sul mercato. Tuttavia il segmento domestico dell'elettricità resta il più problematico: l'operatore storico mantiene un vantaggio competitivo dominante, mentre nel settore del gas sono gli incumbent regionali a conservare quote di mercato molto elevate. Nel dettaglio, il principale gruppo nazionale continua da solo a controllare oltre un terzo dell'intera clientela elettrica domestica, con un distacco enorme rispetto ai concorrenti.

 

Il dato più sorprendente riguarda però il comportamento dei consumatori. Nel corso dell'ultimo anno, la maggior parte dei clienti domestici che ha rinegoziato il proprio contratto o cambiato fornitore si è orientata verso soluzioni più costose rispetto alle tariffe realmente più convenienti disponibili sul mercato. Si tratta di un vero e proprio paradosso: chi si attiva per cambiare finisce spesso per pagare di più, non di meno.

 

Le cause di questo fenomeno, secondo Arera, vanno ricercate in un diffuso deficit di consapevolezza tra i consumatori, che non riescono a orientarsi tra le centinaia di offerte disponibili e finiscono per scegliere proposte commerciali più onerose rispetto a quelle reperibili sui canali istituzionali indipendenti. L'Autorità calcola che una selezione informata, limitata al 10% delle offerte più competitive presenti sul mercato, avrebbe garantito tagli a doppia cifra sulle bollette annuali, sia per l'elettricità sia per il gas.

 

Il quadro tracciato dal monitoraggio conferma dunque una situazione ambivalente: da un lato la mobilità tra fornitori è aumentata rispetto al passato, segno che i clienti si muovono con maggiore frequenza sul mercato libero; dall'altro questa maggiore mobilità non si traduce automaticamente in un risparmio, perché manca una reale capacità di confronto e scelta consapevole tra le offerte disponibili.

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