Bonino: ddl soggiorni brevi facilita immigrazione talenti stranieri
Con l'approvazione del ddl sui cosidetti 'soggiorni brevi' (varato definitivamente oggi dalla Camera con 281 si', 187 no e 29 astenuti), laureati, ricercatori, manager e lavoratori altamente specializzati, non saranno piu' obbligati a "richiedere il permesso di soggiorno per permanenze sul territorio nazionale inferiori ai tre mesi". Lo ricorda il ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee, Emma Bonino, commentando l'approvazione del ddl che disciplina i soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio ed elimina l'obbligo del permesso di soggiorno per permanenze di durata inferiore ai 90 giorni. La norma, per attrarre i talenti extracomunitari, prevede che al momento dell'ingresso lo straniero dichiari solo la sua presenza presso gli organi di polizia.
'Sono molto soddisfatta -ha dichiarato Emma Bonino- il nostro Paese finalmente torna ad essere parte della circolazione mondiale di queste persone altamente specializzate. Fino a ieri abbiamo assistito a una burocrazia 'ammazza impresa': per ottenere un permesso di soggiorno per brevi permanenze il manager cinese o indiano poteva attendere, per adempimenti vari, anche alcuni mesi. Solo che il via libera -ha concluso il ministro- spesso arrivava quando magari il lavoro non c'era piu' o l'affare era gia' concluso se non addirittura sfumato. Adesso, allineandoci alla normativa comunitaria, si volta pagina, e l'Italia ha un elemento in piu' per tornare competitiva'.
'Sono molto soddisfatta -ha dichiarato Emma Bonino- il nostro Paese finalmente torna ad essere parte della circolazione mondiale di queste persone altamente specializzate. Fino a ieri abbiamo assistito a una burocrazia 'ammazza impresa': per ottenere un permesso di soggiorno per brevi permanenze il manager cinese o indiano poteva attendere, per adempimenti vari, anche alcuni mesi. Solo che il via libera -ha concluso il ministro- spesso arrivava quando magari il lavoro non c'era piu' o l'affare era gia' concluso se non addirittura sfumato. Adesso, allineandoci alla normativa comunitaria, si volta pagina, e l'Italia ha un elemento in piu' per tornare competitiva'.
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