Calabro' (Agcom): per rete fibra ottica si' ai investimenti pubblici
Per la realizzazione di una rete in fibra ottica il peso degli investimenti non puo' essere sostenuto solo dal mercato: serve anche un intervento pubblico.
Lo sostiene il presidente dell'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabro', nel suo intervento all'Universita' di Cassino.
"Quando c'e' concorrenza fra infrastrutture - e' questo il caso delle reti mobili in Italia - tocca al mercato addossarsi il peso degli investimenti - spiega Calabro' - ma i costi elevati per la realizzazione di una rete in fibra ottica appaiono al momento difficilmente sostenibili da singoli operatori. Ci si interroga quindi sul ruolo di altri investitori, istituzionali e non, e soprattutto della mano pubblica". In tutto il mondo, "compresi i Paesi vissuti e prosperati nel culto e nella pratica della deregulation la situazione di questi giorni sta facendo cadere molte prese di posizione antistataliste, preconcette o meno. Addirittura ora rischiamo di passare da un eccesso all'altro".
"Non vogliamo un ritorno allo Stato proprietario, allo Stato imprenditore ma dire no a questo ruolo dello Stato non significa dire no tout court a forme d'intervento pubblico. Voglio precisare che quando parlo d'intervento pubblico non penso soltanto allo Stato: Comuni, Regioni, Province possono inserirsi con grandi potenzialita' nel progetto della rete di nuova generazione. E' cosi' che in Europa, a livello metropolitano, si sono realizzate le prime infrastrutture di accesso completamente in fibra ottica, le cosiddette 'munifibre': per prima Stoccolma, poi Rotterdam, Berlino, Amsterdam, Amburgo sono state cablate in questo modo".
Lo sostiene il presidente dell'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabro', nel suo intervento all'Universita' di Cassino.
"Quando c'e' concorrenza fra infrastrutture - e' questo il caso delle reti mobili in Italia - tocca al mercato addossarsi il peso degli investimenti - spiega Calabro' - ma i costi elevati per la realizzazione di una rete in fibra ottica appaiono al momento difficilmente sostenibili da singoli operatori. Ci si interroga quindi sul ruolo di altri investitori, istituzionali e non, e soprattutto della mano pubblica". In tutto il mondo, "compresi i Paesi vissuti e prosperati nel culto e nella pratica della deregulation la situazione di questi giorni sta facendo cadere molte prese di posizione antistataliste, preconcette o meno. Addirittura ora rischiamo di passare da un eccesso all'altro".
"Non vogliamo un ritorno allo Stato proprietario, allo Stato imprenditore ma dire no a questo ruolo dello Stato non significa dire no tout court a forme d'intervento pubblico. Voglio precisare che quando parlo d'intervento pubblico non penso soltanto allo Stato: Comuni, Regioni, Province possono inserirsi con grandi potenzialita' nel progetto della rete di nuova generazione. E' cosi' che in Europa, a livello metropolitano, si sono realizzate le prime infrastrutture di accesso completamente in fibra ottica, le cosiddette 'munifibre': per prima Stoccolma, poi Rotterdam, Berlino, Amsterdam, Amburgo sono state cablate in questo modo".
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