Mercoledì 10 giugno 2026
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Cannabis: gli stati da tenere d'occhio per la legalizzazione nel 2026

AMERICHE - USA
Notizia · Redazione ·

Mentre a livello federale la cannabis rimane una sostanza controllata e il dibattito sulla riclassificazione procede a rilento, nei singoli stati americani il fronte della legalizzazione si muove su più piani. Come riporta Herb.co, il 2026 potrebbe segnare svolte importanti in almeno una manciata di stati, sia sul versante della cannabis per uso ricreativo che su quello medico.

Il caso più immediato è quello della Virginia: è l'unico fra i 24 stati che hanno già legalizzato il possesso per uso ricreativo a non disporre ancora di un mercato regolamentato al dettaglio. In pratica, da anni i cittadini possono detenere e coltivare cannabis legalmente, ma non possono acquistarla da nessuna parte. Il disegno di legge HB 642, approvato dalla commissione competente della Camera con 19 voti favorevoli e 2 contrari, punta a colmare questo paradosso: la versione della Camera fissa al 1 novembre 2026 la data più prossima possibile per l'avvio delle vendite al dettaglio, mentre il testo parallelo del Senato indica il 1 gennaio 2027, con le trattative ancora in corso.

 

Sul fronte della cannabis medica, l'Alabama è protagonista di una storia diversa: un percorso durato cinque anni tra ritardi legislativi, battaglie legali e intoppi nelle licenze sta finalmente arrivando a conclusione. La Commissione per la cannabis medica dello stato ha rilasciato licenze a nove coltivatori, quattro trasformatori, quattro trasportatori e tre dispensari, con un quarto in arrivo. Le aperture sono attese già dalla primavera 2026, e il primo contingente di operatori autorizzati potrebbe tradursi in una decina di punti vendita su tutto il territorio statale — un risultato significativo per uno degli stati più conservatori d'America su questo tema.

 

Le Hawaii restano invece un caso irrisolto: sono l'unico stato della costa del Pacifico senza cannabis legale per adulti. Il governatore Josh Green sostiene la legalizzazione, ma i disegni di legge continuano a incagliarsi alla Camera dopo aver passato il Senato, e la presidente della Camera Nadine Nakamura ha riconosciuto apertamente che nelle aree più conservatrici di Oahu i voti non ci sono. Anche una proposta referendaria è di fatto naufragata per mancanza di sostegno. Gli analisti stimano un mercato potenziale da un miliardo di dollari, e il supporto dell'opinione pubblica è costante, ma questo, da solo, non basta a far avanzare un provvedimento legislativo.

 

Tra gli altri stati da monitorare figurano: la Pennsylvania, dove leader bipartisan di entrambe le camere sostengono proposte per creare un mercato commerciale dell'uso ricreativo, con tempo fino al 30 novembre per agire. L'Idaho, dove i promotori di un'iniziativa popolare per la cannabis medica devono raccogliere oltre 70.000 firme valide entro la scadenza di maggio, in un contesto però già a rischio: i legislatori dello stato hanno già posto in votazione un emendamento costituzionale che, se approvato dagli elettori, toglierebbe ai cittadini il potere di iniziativa in materia di cannabis per sempre. La Louisiana, con un programma medico già maturo e quasi 150.000 pazienti registrati, dove un parlamentare sta spingendo per un programma pilota triennale di cannabis ad uso ricreativo attraverso i dispensari esistenti. Il Nebraska, con una raccolta firme in corso per un'iniziativa che creerebbe un diritto costituzionale all'uso della cannabis per adulti. La Carolina del Nord e la Carolina del Sud, entrambe impegnate su disegni di legge per la cannabis medica nelle sessioni in corso. Il Tennessee, con proposte sia per uso ricreativo che medico all'esame dell'assemblea legislativa.

 

Fuori gioco, invece, quattro stati che erano considerati i principali candidati: la Florida ha perso la possibilità di portare la questione al voto dopo che il segretario di Stato ha fatto invalidare quasi 71.000 firme e la Corte Suprema statale ha rifiutato di esaminare il ricorso. Le Hawaii hanno mancato la scadenza per il passaggio del provvedimento dal Senato alla Camera. Il New Hampshire ha visto il Senato affossare il disegno di legge approvato dalla Camera. E il Wisconsin non ha portato in aula il suo testo prima della chiusura dei lavori legislativi.

 

Sul piano federale il quadro rimane immobile: la cannabis è ancora classificata come sostanza della Tabella I, la più restrittiva, e l'eventuale riclassificazione alla Tabella III — avanzata come proposta dall'amministrazione — non cambierebbe lo status di illegalità per chi la possiede o la usa, ma avrebbe effetti sul regime fiscale per le imprese del settore e faciliterebbe la ricerca scientifica.

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