Cannucce di carta per "sniffare in sicurezza" nelle carceri federali

Il Servizio Correzionale del Canada (Correctional Service of Canada, CSC) distribuirà nelle carceri federali cannucce di carta pensate per rendere più sicuro il consumo di droga per via nasale.
Lo riporta Yahoo News Canada, citando un memo interno dell'amministrazione penitenziaria diventato pubblico. Le cannucce, descritte come biodegradabili, sono destinate a chi inala sostanze in polvere o vapori da sostanze riscaldate. Secondo il documento, la loro introduzione risponde a un aumento dei casi di inalazione, fumo e sniffo di sostanze tra i detenuti federali: l'amministrazione sottolinea che le strategie di riduzione del danno devono adattarsi per ridurre il rischio di overdose, prevenire la trasmissione di malattie infettive e restare in linea con le pratiche basate sull'evidenza scientifica. Il memo precisa che il possesso di questi strumenti, da soli, non dovrebbe comportare accuse penali per i detenuti. Se però vengono trovati insieme a sostanze illecite o ad altro materiale non autorizzato, si applicano le normali procedure operative previste per i casi di droga in carcere.
Interpellato dal National Post, il portavoce del CSC Laurence Côté ha confermato l'autenticità del documento circolato sui social media, spiegando che è stato redatto per informare tutto il personale dell'ampliamento dei prodotti destinati alla riduzione del danno.
Secondo quanto riportato da Rebel News, il memo interno, datato aprile 2026 ed entrato in vigore lunedì 21 settembre, include anche fogli di alluminio pensati per il consumo tramite fumo, descritti come più spessi rispetto a quelli di uso domestico, e strisce reattive per testare rapidamente la presenza di fentanyl, benzodiazepine e xylazina nelle sostanze prima dell'assunzione.
Tutti questi materiali vengono consegnati direttamente ai detenuti dal personale dei servizi sanitari del carcere.
Il CSC ha difeso la scelta definendo questi strumenti interventi di riduzione del danno, ampiamente riconosciuti come efficaci sotto il profilo dei costi perché contribuiscono a prevenire la trasmissione di malattie infettive come HIV ed epatite C, riducendo così la necessità di cure mediche più costose e di spese sanitarie a lungo termine legate a queste patologie. L'iniziativa si inserisce in un percorso di espansione dei programmi di riduzione del danno nelle carceri federali canadesi che va avanti da anni: già dal 2018 è attivo un programma di scambio di siringhe per i detenuti che fanno uso di droghe per via iniettiva, ritenuto necessario per limitare la diffusione di infezioni tra la popolazione carceraria. Il CSC ha comunque precisato di mantenere misure rigorose per contrastare l'introduzione, il traffico, il finanziamento e la distribuzione di sostanze non autorizzate all'interno degli istituti penitenziari.