Caos immigrazione clandestina, i primi voli di rimpatrio partono direttamente da Lampedusa
Un charter con a bordo 44 clandestini egiziani e' decollato ieri da Lampedusa, destinazione finale Il Cairo. E' il primo volo di rimpatrio 'diretto' dopo l'annuncio del ministro dell'Interno, Roberto Maroni.
Intanto, pero', gli ultimi dati confermano il forte aumento degli sbarchi, quest'anno, sulle coste italiane: +75% rispetto al 2007. E la Libia avverte: ci mancano mezzi per controllare i flussi.
'Chi sbarca a Lampedusa sara' rimpatriato entro pochi giorni direttamente da Lampedusa, senza essere trasferito in altri centri italiani', aveva detto Maroni. E ieri sera e' decollato dall'isola un charter con a bordo un gruppo di extracomunitari, tra cui 44 egiziani: dopo uno scalo a Catania, dove saranno fatti scendere altri immigrati destinati al centro di permanenza di Pian del Lago (Caltanissetta), l'aereo ripartira' per Il Cairo.
'Quello dato oggi dal Governo - ha detto il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis - e' un forte segnale per le organizzazioni malavitose che sfruttano il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Deve essere chiaro che, d'ora in poi, dopo l'identificazione da parte della polizia, i migranti irregolari verranno rimpatriati. Finalmente Lampedusa potra' forse cosi' tornare ad essere nota come meta turistica'.
L'operazione di rimpatrio e' stata possibile grazie a un accordo bilaterale tra Italia e Egitto, che ha gia' consentito di rimpatriare diverse centinaia di clandestini, ma il 2008 si conferma un anno di massiccio incremento degli sbarchi: secondo gli ultimi dati del Viminale, gli extracomunitari giunti quest'anno sulle coste italiane sono stati 36.900, circa il 75% in piu' rispetto al 2007, quando erano stati 20.500. Anche quest'anno la stragrande maggioranza dei clandestini e' approdata a Lampedusa (circa 31.000 sul totale), il cui centro di accoglienza e' arrivato praticamente al collasso dopo gli ultimi sbarchi. Proprio per questo proseguono i trasferimenti di immigrati dall'isola ad altri centri: oggi e' stata la volta di oltre 200 immigrati smistati altrove. A Lampedusa ne restano un migliaio. Oggi il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, fara' un resoconto dell'attivita' svolta sul fronte dell'emergenza clandestini: il capo della polizia, Antonio Manganelli, sara' collegato in videoconferenza con il centro d'accoglienza di Lampedusa.
Il vero nocciolo del problema resta comunque la Libia, da cui partono quasi tutte le imbarcazioni che che raggiungono le coste italiane. Due giorni fa, proprio sull'atteggiamento da tenere con la Libia si era sviluppata l'ennesima polemica tra il ministro Maroni e il suo collega della Difesa, Ignazio La Russa, il primo sostenitore della 'linea dura', l'altro della 'mediazione'.
Oggi, proprio da Tripoli, giunge la notizia che la Libia e' 'preoccupata' per l'immigrazione clandestina, un fenomeno che non ha i mezzi logistici per arginare. E' questo, infatti, quanto emerso dalla riunione tecnica sull'immigrazione svoltasi a Tripoli, organizzata dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, alla presenza del ministro libico per gli Affari europei Ramadan Bark, di una delegazione italiana ed una maltese, del rappresentante della Ue a Tunisi e di un membro di Frontex, l'agenzia europea per la gestione delle frontiere.
Trecento milioni di euro: questa la somma che ha nuovamente chiesto la Libia all'Unione europea per poter realmente controllare le frontiere desertiche a sud del paese. A questo riguardo sono state avanzate dal ministro Bark lamentele nei confronti dell'Ue che non avrebbe ancora dato i fondi previsti nel Memorandum d'Intesa fra la Ue e la Libia firmato a luglio 2007 dal Commissario Ferrero Waldner.
Intanto, pero', gli ultimi dati confermano il forte aumento degli sbarchi, quest'anno, sulle coste italiane: +75% rispetto al 2007. E la Libia avverte: ci mancano mezzi per controllare i flussi.
'Chi sbarca a Lampedusa sara' rimpatriato entro pochi giorni direttamente da Lampedusa, senza essere trasferito in altri centri italiani', aveva detto Maroni. E ieri sera e' decollato dall'isola un charter con a bordo un gruppo di extracomunitari, tra cui 44 egiziani: dopo uno scalo a Catania, dove saranno fatti scendere altri immigrati destinati al centro di permanenza di Pian del Lago (Caltanissetta), l'aereo ripartira' per Il Cairo.
'Quello dato oggi dal Governo - ha detto il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis - e' un forte segnale per le organizzazioni malavitose che sfruttano il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Deve essere chiaro che, d'ora in poi, dopo l'identificazione da parte della polizia, i migranti irregolari verranno rimpatriati. Finalmente Lampedusa potra' forse cosi' tornare ad essere nota come meta turistica'.
L'operazione di rimpatrio e' stata possibile grazie a un accordo bilaterale tra Italia e Egitto, che ha gia' consentito di rimpatriare diverse centinaia di clandestini, ma il 2008 si conferma un anno di massiccio incremento degli sbarchi: secondo gli ultimi dati del Viminale, gli extracomunitari giunti quest'anno sulle coste italiane sono stati 36.900, circa il 75% in piu' rispetto al 2007, quando erano stati 20.500. Anche quest'anno la stragrande maggioranza dei clandestini e' approdata a Lampedusa (circa 31.000 sul totale), il cui centro di accoglienza e' arrivato praticamente al collasso dopo gli ultimi sbarchi. Proprio per questo proseguono i trasferimenti di immigrati dall'isola ad altri centri: oggi e' stata la volta di oltre 200 immigrati smistati altrove. A Lampedusa ne restano un migliaio. Oggi il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, fara' un resoconto dell'attivita' svolta sul fronte dell'emergenza clandestini: il capo della polizia, Antonio Manganelli, sara' collegato in videoconferenza con il centro d'accoglienza di Lampedusa.
Il vero nocciolo del problema resta comunque la Libia, da cui partono quasi tutte le imbarcazioni che che raggiungono le coste italiane. Due giorni fa, proprio sull'atteggiamento da tenere con la Libia si era sviluppata l'ennesima polemica tra il ministro Maroni e il suo collega della Difesa, Ignazio La Russa, il primo sostenitore della 'linea dura', l'altro della 'mediazione'.
Oggi, proprio da Tripoli, giunge la notizia che la Libia e' 'preoccupata' per l'immigrazione clandestina, un fenomeno che non ha i mezzi logistici per arginare. E' questo, infatti, quanto emerso dalla riunione tecnica sull'immigrazione svoltasi a Tripoli, organizzata dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, alla presenza del ministro libico per gli Affari europei Ramadan Bark, di una delegazione italiana ed una maltese, del rappresentante della Ue a Tunisi e di un membro di Frontex, l'agenzia europea per la gestione delle frontiere.
Trecento milioni di euro: questa la somma che ha nuovamente chiesto la Libia all'Unione europea per poter realmente controllare le frontiere desertiche a sud del paese. A questo riguardo sono state avanzate dal ministro Bark lamentele nei confronti dell'Ue che non avrebbe ancora dato i fondi previsti nel Memorandum d'Intesa fra la Ue e la Libia firmato a luglio 2007 dal Commissario Ferrero Waldner.
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