Mercoledì 7 ottobre 2026
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Il capo della Banca di Francia avverte: il Paese rischia di essere strozzato dai tassi

U.E. - FRANCIA
Notizia ·

Leila Abboud e Sarah White riportano l’avvertimento di Emmanuel Moulin, governatore della Banca di Francia: se non si mettono a posto i conti, il Paese rischia di essere strozzato dai tassi. Non è la Grecia del 2011-12, dice, e un bilancio che tagli la spesa e stringa il deficit rassicurerebbe i mercati. Il governo ha proposto 43 miliardi di correzione, con un deficit atteso al 5,4% a fine anno, ma non ha la maggioranza e si scontra su pensioni e stipendi pubblici. Venerdì il decennale ha sfiorato il 5% e lunedì era al 4,86%; lo spread con la Germania ha superato per poco 1,5 punti. La rete di sicurezza, aggiunge, sta a Parigi, non a Francoforte.

 

Non è la Grecia

«La Francia non è la Grecia della crisi dell’eurozona, ha detto Moulin. Se riesce a far passare quest’anno un bilancio che riduca la spesa e stringa il deficit, come ha proposto il governo, i mercati saranno rassicurati da questo passo concreto di consolidamento dei conti.»

 

Strozzati dai tassi

«Se non agiamo, c’è davvero il rischio di essere gradualmente strozzati dal rialzo dei tassi di interesse, ha aggiunto. Dobbiamo restare padroni del nostro destino. Chiunque sarà eletto presidente troverà tassi alti, un servizio del debito alto, un deficit da riportare sotto il 3% e un debito da tagliare.»

 

Il 5,4% e i 43 miliardi

«La scorsa settimana il governo francese ha proposto un bilancio con 43 miliardi di euro di tagli alla spesa e aumenti di tasse, per cominciare a ridurre un deficit ampio, previsto al 5,4% a fine anno. Senza maggioranza, però, si prepara allo scontro su pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici.»

 

Vicino al 5%

«Una svendita del debito francese si è aggravata la scorsa settimana, portando venerdì i rendimenti dei titoli decennali vicini al 5%, prima di un ritorno lunedì al 4,86%. Anche gli spread tra bond francesi e tedeschi a dieci anni hanno superato per poco 1,5 punti percentuali.»

 

La rete è in casa

«Moulin ha detto che non è il momento di discutere della Bce. La rete di sicurezza sta più vicino a casa. Sta nella capacità dei francesi e dei loro rappresentanti eletti di riconoscere la necessità di riparare i conti pubblici. Il rialzo dei tassi lunghi e il secondo shock energetico possono pesare sulla domanda.»

 


(Financial Times, Leila Abboud e Sarah White, 5 ottobre 2026) - rassegna stampa di Giuseppe Liturri

 

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