Lunedì 8 giugno 2026
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Casini: lingua italiana per ottenere cittadinanza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Sarebbe opportuno rendere la conoscenza della nostra lingua un requisito necessario per concedere il visto d'ingresso (come gia' accade in altri paesi europei - dice Pier Ferdinando Casini - e ancor piu' per concedere la cittadinanza italiana, a maggior ragione se il termine per richiederla dovesse essere accorciato'.
E' uno dei punti chiave del suo intervento in qualita' di presidente della Fondazione camera dei deputati e presidente onorario dell'Accademia degli Incamminati, che hanno promosso un incontro ieri su L'italiano e la nuova Europa, con interventi, tra gli altri, di Enrico Vinci (segretario generale del Parlamento europeo), Francesco Sabatini (presidente dell' Accademia della Crusca) e Bruno Bottai (presidente della Dante Alighieri). Casini ha affrontato il problema della conoscenza dell'italiano legandolo al favorire una maggiore e piu' rapida integrazione degli stranieri immigrati regolarmente. Ha cosi' aggiunto che sarebbe auspicabile 'promuovere l'insegnamento dell'italiano nei paesi d'origine, come sarebbe fortemente auspicabile, o almeno quando l'immigrato arriva sul nostro territorio'. In questa ottica la conoscenza della nostra lingua 'dovrebbe essere certificata in modo univoco e secondo parametri certi, possibilmente da un'unica istituzione competente', con riferimento alla Dante Alighieri che incentiva all'estero la preparazione linguistica dei futuri immigrati e ha messo a punto 'un innovativo test per valutare la conoscenza linguistica, basato su parametri analoghi a quelli Ue'.
Gli altri interventi hanno invece puntato sulla difesa della nostra lingua in ambito europeo e internazionale, senza demonizzare la diffusione dell'inglese, di cui Bottai s'e' detto 'contento' e Sabatini saluta come 'il fatto rivoluzionario di una lingua diffusa in tutto il mondo, realta' incontestabile, che piaccia o meno', ma che certo mette a rischio altre lingue meno forti, e il monito viene da quel che e' accaduto in Svizzera, dove il trilinguismo storico e' stato messo in crisi dall'arrivo dell'inglese e tra francese, tedesco e italiano, chi ne ha piu' patito e' stato quest'ultimo.
Vinci ha ricordato che 'non e' ammissibile che un atto amministrativo che incide sulla vita di un singolo cittadino non sia emanato anche nella lingua di quel cittadino', mentre oggi questi in Europa sono redatti nelle lingue cosiddette veicolari (Inglese, francese e tedesco) e per le altre lingue bisogna richiedere una traduzione. Il livello di comprensione della nostra lingua all'interno dell'Ue e' al quinto posto, col 9%, contro il 19 dello spagnolo, il 21 del tedesco, il 28 del francese e il 38 dell'inglese. In questo contesto Casini ha parlato delle migliaia di studenti italiani che seguono all'estero corsi di laurea (30 mila nel 2005) o corsi piu' brevi (16 mila) e dei 60 mila americani che nel loro paese seguono un corso universitario di italiano mentre solo a Firenze esistono le sedi di 80 universita' Usa: alla luce di questa realta' la circolazione globale delle lingue 'va incentivata, cosi' come le migrazioni regolari che, nella storia economica dell'umanita' hanno sempre arricchito i paesi riceventi e garantito sbocchi e legami nuovi ai pesi di emigrazione. E l'Italia ne e' forse uno degli esempi piu' eclatanti'.
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