Giovedì 11 giugno 2026
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Cassazione: non siamo ventre molle dell'immigrazione clandestina

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Italia non e' "il ventre molle dell'immigrazione clandestina". Proprio aderendo alla "teoria piu' restrittiva", la Cassazione ricorda che anche il solo transito del clandestino e' reato. E questo perche' "ove si ritenesse penalmente irrilevante un ingresso per il solo fatto che chi lo compie assicura di essere solo in transito e di essere diretto al proprio Paese d'origine, mancando ogni possibilita' di controllare la serieta' di siffatte dichiarazioni (e la loro concreta realizzazione) si finirenne col rendere sostanzialmente ineffettiva la norma" che punisce l'ingresso dei clandestini.

In questo modo, la Prima sezione penale (sentenza 6398) ha accolto il ricorso della Prcoura presso la Corte d'appello di Trieste contro l'assoluzione accordata dal tribunale di Tolmezzo a due cittadini ucraini per avere procurato l'ingresso illegale di tre connazionali attraverso il nostro Paese, in violazione del trattato di Schengen, sul presupposto che "gli stessi - ricostruisce la sentenza della Suprema Corte - stavano rientrando in Ucraina, via Austria, Ungheria e Romania, e aderendo al principio secondo cui il transito momentaneo e provvisorio no costotuisce reato". L'assoluzione, dunque, era stata accordata nel maggio scorso sulla base del fatto che il reato sussisterebbe solo se viene "favorita la permanenza dello straniero in uno stato aderente a Schengen". Giudizio bocciato dalla Cassazione che ha aderito alla "linea piu' restrittiva".
Condiviso, dunque, dalla Cassazione il giudizio della Procura secondo la quale "non potendosi mai conoscere le reali intenzioni del viaggiatore, ed essendo diabolica la prova di dimostrare, da parte dell'accusa, che lo strabiero voleva permenere e non transitare, ci si troverebbe di fronte ad un'abrogazione di fatto della norma penale". Per la Suprema Corte, che ha accolto il ricorso del pm triestino, contro i clandestini va applicata la linea dura in quanto e' necessario "sfuggire alla nomea di Italia, ventre molle dell'immigrazione clandestina" e occorre "tutelare anche gli Stati membri dell'Ue".

Venendo al caso specifico, gli 'ermellini' sottolineano ancora che non e' "pensabile che il legislatore italiano abbia pensato di punire lo straniero che dichiari di volersi recare in Austria per rimanervi, e di non punire lo sraniero che dichiara di recarsi in Austria solo per transito, lasciando poi all'autorita' austriaca di accertare se le intenzioni dello straniero sono state poi effettivamente realizzate". In definitiva, conclude piazza Cavour rinviando alla Corte d'appello di Trieste, costituisce "reato di pericolo, sicche' e' sufficiente ad integrarlo, la condotta diretta a procurare l'ingresso illecito dello straniero dall'Italia nel territorio di uno Stato confinante, del quale egli non sia cittadino o non abbia titolo di residenza permanente, a nulla rilevando ne' la durata di tale ingresso, ne' la destinazione finale del trasferimento".

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