Venerdì 12 giugno 2026
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Chiedeva soldi ai cinesi per permesso di soggiorno

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un artigiano e' stato denunciato per truffa: si era fatto consegnare da sette cinesi clandestini 38.500 euro in cambio di un suo "interessamento" per ottenere il permesso di soggiorno. L'artigiano e' un piccolo imprenditore di Montemurlo, in provincia di Prato dal quale, circa un mese fa, si era presentato un cinese di 23 anni (clandestino) per essere assunto come apprendista, cosa che gli avrebbe consentito di poter regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale. Il potenziale "datore di lavoro" aveva fatto intendere al cinese che aveva la possibilita' di aiutarlo con una "finta assunzione" e successivamente con un suo "interessamento presso gli Uffici competenti" ma la cosa sarebbe costata circa 6mila euro. Il cinese credendo di aver trovato la soluzione a tutti i suoi problemi non solo aveva accettato le condizioni ma si era presentato al successivo appuntamento con altri 6 connazionali, tutti clandestini e tutti disposti a pagare per avere i documenti in regola per poter restare in Italia. Il truffatore, ricevuta la somma di 5.500 euro da ciascuno dei cinesi, si era impegnato a far loro avere i permessi di soggiorno entro fine ottobre e alla consegna dovevano essere corrisposti ulteriori 6mila euro a testa. La scorsa settimana l'aspirante apprendista dopo diversi tentativi di contattare l'artigiano, lo aveva incontrato nel parcheggio di un supermercato e gli aveva chiesto lo stato della regolarizzazione ottenendo pero' solamente risposte vaghe; ne scaturiva un'accesa discussione al termine della quale l'italiano si allontanava velocemente con la sua autovettura. Una pattuglia di carabinieri, a seguito di segnalazione di alcuni cittadini, e' arrivata tempestivamente sul posto e dopo un breve colloquio con il cinese coinvolto nella vicenda lo convinceva a presentare denuncia. Nella stessa giornata l'artigiano e' stato quindi invitato dagli inquirenti a presentarsi in caserma per chiarire la propria posizione, cosa che l'uomo faceva, ammettendo le proprie responsabilita' e dichiarandosi disponibile a restituire quanto indebitamente percepito. Ad oggi, dei 38.500 euro ne sono stati restituiti solo 15.000. L'artigiano e' stato deferito all'autorita' giudiziaria in stato di liberta' per truffa.
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