Mercoledì 12 agosto 2026
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Cinque paesi UE vogliono costruire un centro rimpatri in Uganda

U.E.
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Come riporta Eunews, citando il quotidiano greco Kathimerini, Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia stanno mettendo a punto un piano congiunto per realizzare un centro rimpatri in Uganda. L'obiettivo dichiarato è quello di trasferire i migranti irregolari al di fuori dei confini dell'Unione europea.

 

Il piano è ancora in fase di definizione. Il prossimo 4 settembre i ministri dell'Interno dei cinque paesi si riuniranno a Copenaghen per fare il punto sui negoziati in corso. Secondo fonti diplomatiche citate dal giornale greco, la logica alla base dell'accordo è che la maggior parte dei migranti trasferiti in Uganda preferirà tornare autonomamente nel proprio paese d'origine pur di non restare sul territorio ugandese. La struttura, una volta completata, sarebbe in grado di "ospitare" dai 5 ai 10 mila persone, e la sua realizzazione è prevista per il 2027.

 

Tra le alternative prese in considerazione figurava anche il Ruanda — già coinvolto in un accordo simile con il Regno Unito, poi mai diventato operativo — e, in un primo momento, il Kenya. Il nuovo Regolamento UE sui rimpatri, approvato lo scorso giugno dal Parlamento europeo, costituisce la base giuridica dell'iniziativa: consente il trasferimento di persone la cui domanda d'asilo è stata respinta verso strutture situate al di fuori dell'Unione, in attesa del rimpatrio nel paese d'origine.

 

La Grecia, in particolare, preme per accelerare: Atene punta ad aprire un centro rimpatri in Africa prima di assumere la presidenza del Consiglio UE, prevista per luglio 2027. Non si tratta di un'iniziativa isolata: anche il Regno Unito con il Ruanda e l'Italia con l'Albania avevano avviato progetti analoghi, entrambi finiti nel mirino dei tribunali per le scarse garanzie in materia di diritti umani.

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