Rimpatri migranti senza diritto al soggiorno. Nuove norme
Il Consiglio europeo Affari Interni a Lussemburgo ha dato il via libera definitivo alle nuove norme che consentono rimpatri più “efficaci” per le persone che non hanno diritto di soggiornare nell’Unione europea. Il Regolamento rimpatri dunque sarà presto legge dell’Ue, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le nuove norme definiscono procedure valide in tutta l’Unione per il rimpatrio di chi non ha diritto a restare, con regole più severe per il rimpatrio di soggetti che rappresentano una minaccia per la sicurezza. Ad esempio, gli Stati membri potranno imporre un divieto di ingresso a tempo indeterminato, qualora ciò sia giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza rappresentato dalla persona, oppure trattenere tali cittadini di Paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi. La legge fornisce agli Stati membri ulteriori strumenti per attuare i rimpatri. Le persone, che non hanno il diritto di soggiornare nell’Ue e che hanno ricevuto una decisione di rimpatrio, potranno essere inviate anche in centri di rimpatrio (return hubs) in Paesi Terzi, se c’è la conclusione di un accordo o di un’intesa con il Paese non appartenente all’Ue interessato.