Conferenza Immigrazione. Le conclusioni
La seconda e ultima giornata della conferenza nazionale sull'Immigrazione si e' conclusa con una selva di polemiche e opinioni spesso contrastanti. Di fatto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha posto la parola fine rilanciando il confronto: 'Lancio la proposta di rendere la conferenza permanente -ha detto- sul modello della conferenza Stato-citta''. L'idea e' di farla riunire a scadenze fisse per fare un'analisi dei problemi e fare in modo che 'accolga le visioni di tutti, anche quelle critiche'. Ne faranno parte il Ministero dell'Interno, gli enti locali, le Regioni, l'Universita' Cattolica come partner scientifico, ma non solo. Maroni ha cosi' raccolto la richiesta di collaborazione da parte del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani; di cui dice: lui e' 'il principe del federalismo. Io sono il re'. Errani, che e' presidente della Conferenza delle Regioni, oggi ha fatto un richiamo alla collaborazione, una 'collaborazione nella mitologia del federalismo che rischia di essere una missione impossibile'. 'Se ci dara' una mano il ministro -ha detto il presidente dell'Emilia Romagna- faremo un salto di qualita'. Maroni ha replicato assicurando di essere 'convinto che la collaborazione istituzionale debba prevalere su qualunque altra visione politica, soprattutto in una questione che suscita passioni'. 'Sono convinto che questo sia l'unico modo per arrivare a una soluzione. Non e' un problema di competizione elettorale per me'. Ma, prima di arrivare a questa conclusione, l'intervento del ministro e' stato preciso: la Commissione Europea ha agito poco e male, ha sempre avuto una voce flebile e poco autorevole, lasciando ai singoli Paesi l'onere di gestire per conto loro la questione. Cosi' 'i Paesi di confine hanno dovuto definire politiche nazionali inefficaci e sempre in ritardo di fronte a un fenomeno in crescita'. 'Ma soprattutto, ed e' piu' grave -ha aggiunto- in competizione fra loro'. Sono tre, secondo il ministro, le criticita' nell'affrontare la questione dell'immigrazione: il problema dei minori non accompagnati, quello della collaborazione con Regioni e enti locali e soprattutto quello dell'Europa.
'Bisogna trovare una soluzione globale a problemi locali. L'Unione invece ha trovato soluzioni locali a problemi globali: il problema dell'immigrazione e' di tutta Europa. Con politiche diverse in ogni nazione, infatti, si rischia di spostare i flussi da un Paese all'altro. 'Il ruolo dell'Unione europea e' fondamentale per contrastare all'origine l'aumento dei flussi dell'immigrazione clandestina'. In generale, invece la commissione sull'immigrazione non ha svolto 'un ruolo proattivo' e questo non solo nella lotta agli ingressi degli irregolari ma nemmeno nella creazione di un progetto di modello sociale europeo ne' 'sul fronte dei rifugiati, richiedenti asilo o chi chiede protezione internazionale'. Secondo Maroni ci vuole piu' investimento nel volontariato sociale e, soprattutto, per le strutture che ospitano i minori non accompagnati che arrivano 'a centinaia o migliaia, a seconda degli anni'; qello dei ragazzini che arrivano clandestinamente nel nostro Paese e' 'un problema che lo assilla'.
Ma vediamo cosa ha detto Vasco Errani. 'La discussione sull'immigrazione in Italia e' troppo 'legata al consenso'. 'Giochiamo con un respiro cortissimo', ha osservato rivolgendosi a una classe dirigente (non intesa, ha spiegato come maggioranza politica, ma in un senso piu' ampio) che non sta facendo tutto quello che dovrebbe. 'Ci stiamo mangiando il futuro, dalla gestione dell'emergenza a una pianificazione integrata delle politiche', c'e' bisogno di un 'nuovo welfare per venire incontro ai bisogno'. 'Dobbiamo proporci politiche pubbliche che si pongano il problema di non costruire un doppio binario: uno per gli italiani e uno per gli stranieri. Non siamo in grado di reggere un doppio sistema'. Si potrebbe infatti creare un 'conflitto sociale che faremmo fatica a reggere'.'Il problema dei flussi puo' essere risolto con una reale cooperazione fra il ministero e le Regioni'. La definizione delle quote di stranieri che ogni anno possono regolarmente entrare in Italia e' decisa dallo Stato, ieri il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, aveva proposto che passi alle Regioni, spiegando che conoscono meglio le esigenze dei loro territori. La competenza completa in mano a uno o all'altro, secondo Errani, 'non aiuta a tenere un equilibrio coerente e serio sulla programmazione. Altrta proposta di Errani riguarda gli studenti stranieri e la 'formalizzazione della mediazione culturale nelle scuole perche' fra un po' avremo il problema di rispondere a genitori che si interrogano su come i loro figli possano apprendere in una classe con il 60% di stranieri'. Personalmente, il presidente dell'Emilia Romagna e' convinto che le classi ponte non siano una soluzione. 'Vorrei verificare con gli italiani immigrati in Germania sulle classi ponte o le classi per italiani. Dobbiamo fare di piu' e meglio'.
'Bisogna trovare una soluzione globale a problemi locali. L'Unione invece ha trovato soluzioni locali a problemi globali: il problema dell'immigrazione e' di tutta Europa. Con politiche diverse in ogni nazione, infatti, si rischia di spostare i flussi da un Paese all'altro. 'Il ruolo dell'Unione europea e' fondamentale per contrastare all'origine l'aumento dei flussi dell'immigrazione clandestina'. In generale, invece la commissione sull'immigrazione non ha svolto 'un ruolo proattivo' e questo non solo nella lotta agli ingressi degli irregolari ma nemmeno nella creazione di un progetto di modello sociale europeo ne' 'sul fronte dei rifugiati, richiedenti asilo o chi chiede protezione internazionale'. Secondo Maroni ci vuole piu' investimento nel volontariato sociale e, soprattutto, per le strutture che ospitano i minori non accompagnati che arrivano 'a centinaia o migliaia, a seconda degli anni'; qello dei ragazzini che arrivano clandestinamente nel nostro Paese e' 'un problema che lo assilla'.
Ma vediamo cosa ha detto Vasco Errani. 'La discussione sull'immigrazione in Italia e' troppo 'legata al consenso'. 'Giochiamo con un respiro cortissimo', ha osservato rivolgendosi a una classe dirigente (non intesa, ha spiegato come maggioranza politica, ma in un senso piu' ampio) che non sta facendo tutto quello che dovrebbe. 'Ci stiamo mangiando il futuro, dalla gestione dell'emergenza a una pianificazione integrata delle politiche', c'e' bisogno di un 'nuovo welfare per venire incontro ai bisogno'. 'Dobbiamo proporci politiche pubbliche che si pongano il problema di non costruire un doppio binario: uno per gli italiani e uno per gli stranieri. Non siamo in grado di reggere un doppio sistema'. Si potrebbe infatti creare un 'conflitto sociale che faremmo fatica a reggere'.'Il problema dei flussi puo' essere risolto con una reale cooperazione fra il ministero e le Regioni'. La definizione delle quote di stranieri che ogni anno possono regolarmente entrare in Italia e' decisa dallo Stato, ieri il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, aveva proposto che passi alle Regioni, spiegando che conoscono meglio le esigenze dei loro territori. La competenza completa in mano a uno o all'altro, secondo Errani, 'non aiuta a tenere un equilibrio coerente e serio sulla programmazione. Altrta proposta di Errani riguarda gli studenti stranieri e la 'formalizzazione della mediazione culturale nelle scuole perche' fra un po' avremo il problema di rispondere a genitori che si interrogano su come i loro figli possano apprendere in una classe con il 60% di stranieri'. Personalmente, il presidente dell'Emilia Romagna e' convinto che le classi ponte non siano una soluzione. 'Vorrei verificare con gli italiani immigrati in Germania sulle classi ponte o le classi per italiani. Dobbiamo fare di piu' e meglio'.
E' intervenuto anche Giuliano Amato, ex-ministro dell'Interno. L'integrazione e' una cosa che riguarda gli stranieri che vengono nel nostro Paese, ma anche gli italiani e va fatta in due direzioni. Sei tu che ti devi adattare a me, ma anch'io a te e da noi questo non e' stato molto capito'. 'Noi stessi dobbiamo rendere compatibile il nostro stile di vita', pero' si tratta di un processo difficile. 'La diffidenza non nasce solo dalla criminialita', ma anche nelle differenze della vita quotidiana, nella concorrenza per l'accesso ai servizi pubblici'. L'ex ministro pero' ha anche aggiunto che bisogna 'prendere atto che l'immigrazione comunque ha un limite' e che 'e' un problema del mondo mettere i Paesi africani in condizione di offrire migliori condizioni di vita a chi cresce li'. L'Europa non e' in grado di ospitare tutti i giovani egiziani che entreranno nel mercato del lavoro nei prossimi anni'.La possibilita' di richiedere diritto d'asilo deve essere garantita anche a chi viene respinto verso la Libia. Qui, a tre anni di distanza, ha rivelato che 'qualche gruppo di somali l'abbiamo silenziosamente fatto prelevare dai campi libici e l'abbiamo fatto arrivare in Italia'. Amato, che ha siglato accordi con il governo di Tripoli, ha detto che 'dobbiamo fare in modo che li' sia possibile esercitare il diritto d'asilo'. E ha rilanciato sul bisogno, anche a livello europeo, di avere accordi non solo per la riammissione dei clandestini ma anche di cooperazione perche' 'non possiamo limitarci alla gestione terminale del fenomeno' dell'immigrazione ma bisogna 'aggredire le radici della poverta' '.
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