Martedì 18 agosto 2026
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Consultazione su tabacco e nicotina spacca fautori e oppositori del vaping

U.E.
Notizia ·

Si è chiusa da pochi giorni la consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea sul futuro della normativa comunitaria in materia di tabacco e nicotina, e il risultato fotografa una spaccatura sempre più netta tra due visioni opposte della salute pubblica. Come riporta Brussels Signal, da un lato ci sono le autorità sanitarie e le associazioni di controllo del tabagismo, che chiedono regole più severe ed equiparano di fatto i prodotti alternativi alle sigarette tradizionali; dall'altro l'industria e una parte del mondo scientifico, secondo cui sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e nicotine pouches possono rappresentare uno strumento utile per chi vuole smettere di fumare.

 

La consultazione, che secondo quanto ricostruito da testate che seguono da vicino il dossier come London Globe era stata avviata il 22 maggio 2026 e si è chiusa venerdì 14 agosto, si inserisce nel processo di revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della Direttiva sulla pubblicità del tabacco (TAD), le due norme cardine che regolano il settore a livello europeo. Il materiale raccolto, comprensivo anche di una separata call for evidence lanciata il 18 maggio, dovrebbe confluire in una revisione del quadro legislativo prevista entro la fine del 2026.

 

Sul fronte della riduzione del danno si sono mosse decine di ricercatori ed esperti, che hanno chiesto alla Commissione di riconoscere l'esistenza di un continuum di rischio tra i diversi prodotti a base di nicotina, anziché trattarli tutti allo stesso modo delle sigarette combuste. Secondo quanto riferito, più di cento esperti internazionali, sostenuti da oltre 130 pubblicazioni scientifiche, hanno sollecitato l'esecutivo comunitario a tenere conto di questa distinzione nella stesura delle nuove regole.

 

Di segno opposto la posizione delle organizzazioni sanitarie e dei gruppi anti-tabacco, preoccupati soprattutto per la diffusione di questi prodotti tra i più giovani e per l'incertezza che ancora circonda gli effetti a lungo termine sulla salute. Le due anime del dibattito riflettono una divisione più ampia che negli ultimi mesi ha attraversato anche le istituzioni europee: da una parte chi ritiene che qualsiasi uso di nicotina vada scoraggiato a prescindere dal prodotto, dall'altra chi sostiene che la priorità debba essere la riduzione delle malattie legate al fumo, incoraggiando chi già fuma a spostarsi verso alternative meno dannose.

 

Anche tra gli Stati membri le posizioni non sono uniformi: paesi come Francia, Belgio e Paesi Bassi spingono per misure più restrittive, mentre altri, tra cui Italia e Grecia, mantengono un approccio più cauto. Il nodo del confronto riguarda anche la tassazione: proposte di inasprimento delle accise su sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e nicotine pouches sono state criticate da economisti ed esperti di salute pubblica, secondo i quali un aumento troppo rapido dei prezzi rischierebbe di disincentivare il passaggio dei fumatori verso prodotti meno nocivi, oltre ad alimentare il mercato illegale.

 

Il confronto arriva in un momento cruciale per la politica sanitaria europea, con Bruxelles che punta a una generazione libera dal tabacco entro il 2040 nell'ambito del Piano europeo di lotta contro il cancro. Resta da vedere quale peso avranno, nella stesura definitiva delle nuove regole, le migliaia di contributi raccolti durante la consultazione e come la Commissione deciderà di bilanciare le istanze della prevenzione con quelle, altrettanto pressanti, della riduzione del danno.

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