Mercoledì 30 settembre 2026
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Crisi abitativa. Il governo approva nuove misure

U.E. - SPAGNA
Notizia ·

A Puerta del Sol, nel centro di Madrid, si dorme in tenda da quattro giorni. La protesta contro il caro-casa, che ha portato centinaia di persone ad accamparsi nella piazza simbolo degli Indignados del 2011, è cominciata con lo sfratto di una pensionata di 87 anni ed è diventata nel giro di pochi giorni una mobilitazione nazionale. María del Carmen Abascal, per tutti Maricarmen, è stata portata fuori su una barella dall’appartamento in cui viveva da oltre settant’anni, dopo che il nuovo proprietario aveva chiesto di aumentare l’affitto da 500 a 2.650 euro al mese. La protesta si è estesa presto ad altre città, aumentando la pressione sul governo di Pedro Sánchez, alle prese con una crisi abitativa che le misure adottate finora non sono riuscite ad arginare.

 

La risposta dell’esecutivo è arrivata ieri, 29 settembre, con l’approvazione in Consiglio dei ministri di due decreti sulla casa, dopo una trattativa tra socialisti e Sumar proseguita fino all’ultimo momento. Il governo punta a un voto già venerdì, ma il sostegno parlamentare non è ancora garantito.

 

Dai contratti agli sfratti, che cosa prevedono i nuovi decreti

Il primo provvedimento introduce una proroga straordinaria di due anni per i contratti di affitto in vigore che arrivano a scadenza entro il 31 dicembre 2028, consentendo agli inquilini di mantenere più a lungo le attuali condizioni contrattuali. Estende inoltre fino al 2030 le tutele contro gli sfratti per i nuclei vulnerabili privi di un’alternativa abitativa, una misura contestata soprattutto per le possibili ricadute sui piccoli proprietari.

 

L’esecutivo interviene anche sugli affitti temporanei e delle singole stanze, spesso utilizzati, secondo le associazioni degli inquilini, per aggirare le tutele previste per le locazioni residenziali ordinarie. Prevista inoltre una stretta sugli acquisti immobiliari dei cosiddetti “fondos buitre”, i “fondi avvoltoio”, per contrastare le operazioni speculative fino al 2028. Restano da definire i criteri per individuare le società interessate.

 

Nel secondo decreto è finita invece la misura più delicata: il rinnovo automatico dei contratti di locazione, richiesto dal Sindicato de Inquilinas, tra i promotori dell’accampamento di Madrid. La scelta di dividere i due decreti nasce dalle divergenze nella maggioranza e dal tentativo di assicurarsi i voti necessari in Parlamento. Junts, la formazione indipendentista catalana il cui sostegno può risultare determinante, ha espresso riserve sul pacchetto, chiedendo di distinguere i grandi operatori immobiliari dai piccoli proprietari. Il sindacato degli inquilini, al contrario, ha criticato la scelta di dividere i decreti, temendo che la misura più incisiva possa essere respinta.

 

Il pacchetto contempla anche finanziamenti a tasso zero per l’acquisto della prima casa, fino al 20% del prezzo e per un massimo di 50mila euro, destinati a chi ha difficoltà a sostenere la spesa iniziale. Annunciate inoltre agevolazioni fiscali per alcune categorie di inquilini e proprietari, i cui requisiti saranno precisati nei testi definitivi.

 

La legge del 2023 e la stretta sugli affitti brevi

Il governo Sánchez era già intervenuto sul mercato immobiliare nel 2023, con la Ley por el Derecho a la Vivienda, che ha introdotto limiti agli affitti nelle cosiddette “zonas tensionadas”, le aree in cui il costo della casa pesa maggiormente sui redditi delle famiglie o i prezzi sono aumentati oltre determinate soglie. Qui i nuovi canoni sono generalmente vincolati a quelli dei contratti precedenti, mentre per i grandi proprietari si applica anche un sistema di indici pubblici. La legge prevede inoltre incentivi fiscali per chi abbassa gli affitti, cona la riduzione del canone di almeno il 5% che, alle condizioni stabilite dalla normativa, può dare diritto a una deduzione fino al 90% del rendimento netto della locazione.

 

La normativa, però, non viene applicata allo stesso modo in tutta la Spagna. Spetta infatti alle comunità autonome, che hanno ampie competenze in materia abitativa, attivare i limiti agli affitti nelle aree individuate come più problematiche.

Nel mirino anche gli affitti brevi, che soprattutto nelle città turistiche riducono la disponibilità di abitazioni per i residenti. Dal primo luglio 2025, per pubblicizzare sulle piattaforme digitali un immobile destinato alle locazioni di breve durata è obbligatorio un codice identificativo unico, introdotto per facilitare i controlli e contrastare le attività irregolari.

 

Il nodo delle case mancanti e il piano da 7 miliardi

A pesare sul mercato immobiliare spagnolo è soprattutto la carenza di abitazioni. Lo scorso 23 settembre la vicegovernatrice della Banca di Spagna, Soledad Núñez, ha aggiornato le stime sul fabbisogno nazionale: mancano all’appello circa 750-755mila case, un deficit che potrebbe aumentare di altre 300mila unità entro il 2028, superando così quota un milione.

 

(Angelica Migliorisi su IlSole24Ore del 29/09/2026)

 

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