DEA: "Cartelli e governo messicano sono la stessa cosa"

Il direttore della DEA (Drug Enforcement Administration) statunitense, Terry Cole, ha dichiarato, senza fornire prove a supporto, che esiste una "connessione mortale" tra i cartelli della droga messicani e il governo del Messico, arrivando ad affermare che le due entità sono di fatto "la stessa cosa".
Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso del primo Summit degli Stati Uniti per un'America libera dal fentanyl, tenutosi in Florida.
Come riporta Mexico Solidarity Media, Cole ha dichiarato che la DEA impegna tutte le proprie forze nella lotta ai cartelli, ai loro facilitatori, ai distributori, ai riciclatori di denaro e a chiunque trarrra profitto dall'avvelenamento dei cittadini americani. In questo quadro rientra, secondo il funzionario, la collusione tra le reti criminali e gli apparati istituzionali messicani. L'agenzia antidroga americana ha indicato questo fronte come la propria priorità assoluta.
La risposta del governo messicano non si è fatta attendere. La presidente Claudia Sheinbaum ha definito le parole di Cole "molto sfortunate" e ha respinto le accuse come prive di qualsiasi base fattuale, descrivendole come "una dichiarazione politica più che una fondata su prove". Sheinbaum ha inoltre ribattuto che la DEA dovrebbe concentrare i propri sforzi sul contrasto al narcotraffico, alla distribuzione e al riciclaggio di denaro all'interno degli stessi Stati Uniti, che rappresentano il più grande mercato mondiale di droghe illegali.
Il Gabinetto per la Sicurezza Nazionale messicano ha pubblicato una dichiarazione formale in cui ha definito le affermazioni di Cole prive di riscontro nei fatti e non coerenti con i risultati ottenuti dal governo nel contrasto alle organizzazioni criminali. Le autorità messicane hanno reso noti i dati dell'attuale amministrazione: 59.582 persone arrestate per reati vari, 31.366 armi da fuoco sequestrate e 498 tonnellate metriche di stupefacenti confiscate, tra cui 2.363 chilogrammi di fentanyl e oltre 5,5 milioni di compresse dello stesso oppioide sintetico. Sono stati inoltre smantellati 2.627 siti di produzione di droghe sintetiche.
Sul fronte della corruzione interna, il governo messicano ha citato l'Operazione Enjambre, nell'ambito della quale 80 funzionari pubblici sono stati rinviati a giudizio per presunti legami con la criminalità organizzata, e sette sindaci in carica stanno attualmente affrontando procedimenti penali. La presidenza Sheinbaum ha ribadito che lo Stato messicano non garantisce impunità a chi commette reati.
Le dichiarazioni del capo della DEA si inseriscono in un clima di crescenti tensioni diplomatiche tra Washington e Città del Messico. In aprile, gli Stati Uniti avevano incriminato il governatore del Sinaloa, Rubén Rocha Moya, e nove suoi stretti collaboratori — tra cui i vertici delle forze dell'ordine statali — con accuse di cospirazione per narcotraffico e detenzione di armi, per presunte connessioni con il Cartello del Sinaloa. Sheinbaum aveva preso le difese di Rocha Moya, affermando l'assenza di prove a suo carico. Parallelamente, recenti modifiche alla legislazione messicana hanno ristretto la libertà operativa della DEA nel paese, generando ulteriori attriti con le agenzie di intelligence statunitensi.