Duro attacco dei vescovi: impronte digitali per bambini Rom e' misura discriminatoria e xenofoba
Dura condanna della Cei alla richiesta del ministro Roberto Maroni di prelevare le impronte digitali ai bambini rom. "Con forte preoccupazione si registra il persistere, anzi l'estendersi di un clima di tensione. In questo contesto si stanno predisponendo misure intese a rimuovere le paure degli italiani, si è invece convinti che queste misure, oltre ad essere inefficaci, vadano in direzione contraria. Si assiste di giorno in giorno, nei confronti di immigrati e Rom, al paventare provvedimenti restrittivi e discriminatori che, prima ancora di essere attuati, destano allarme ed agitazione generale con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi è fatto bersaglio diretto di tali provvedimenti, per chi con maggiore o minore insistenza li ha reclamati e per tutta la nostra società italiana". Lo sottolinea la Fondazione Migrantes, ufficio della Cei, che dal 23 giugno ad oggi ha promosso a Verona un 'Corso di pastorale migratoria', pastorale che ha fra i suoi principali obiettivi la pacifica convivenza fra italiani e stranieri, fra maggioranze e minoranze, nel rispetto della legalità, dell'accettazione e comprensione reciproca. "Si continua ad annunciare lo smantellamento dei campi Rom - sottolinea in una nota Migrantes - senza indicare sotto quale tetto essi possano sopravvivere; di voler tradurre una irregolarità amministrativa in un reato da inserire nel codice penale e prolungare, sia pure sotto copertura comunitaria, fino a 18 mesi la reclusione e poi la drastica espulsione di grandi masse di lavoratori che con un filo di speranza sono in cerca di una qualche regolarizzazione; si vuole compromettere di fatto le vie di accesso a chi chiede asilo o protezione umanitaria; si preannuncia, da parte del Parlamento Europeo, la possibilità di reclusione ed espulsione anche dei minori non accompagnati e, da parte italiana, il prelievo delle impronte digitali ai bambini Rom. Tutto questo non significa smorzare le paure e dare tranquillità alla nostra gente - prosegue - ma porre le premesse per riesumare una specie di xenofobia o peggio di discriminazione razziale, di cui anche in Italia si è fatta amara esperienza ed ella quale non si sa chi possa beneficiarne. Non si comprende, in particolare, perch, le impronte digitali vengano prelevate soltanto ai minori di questa minuscola etnia Rom, quando proprio in questi mesi si è spesso informati di bande minorili italiane, che scorrazzano per le vie e parchi delle nostre città lasciando tracce di violenza non solo verbali. Tutti sono chiamati a vivere in una società basata sui principi della legalità e non vengono messe in discussione le sanzioni, valide per tutti coloro che escono dalla legalità. Il rischio è che l'adozione di misure severe abbia come diretto bersaglio solo alcune categorie come gli immigrati e i Rom che diventano facile capro espiatorio dei mali e dissesti della nostra società che hanno ben piú profonde radici. Cosí non si tranquillizza la gente, non si smorza il clima di paura e di agitazione ma lo si rende ancor piú incandescente".
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