Englaro, anniversario morte: nulla e' cambiato
Per il padre Beppino, Eluana Englaro rimarra' sempre un 'simbolo pulito della liberta' individuale', ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ad un anno dal decesso della donna da 17 anni in stato vegetativo alla quale fu sospesa per sentenza l'alimentazione artificiale, esprime, invece, ancora oggi, il suo 'rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte'.Laconico Gianfranco Fini che in serata invita tutti ad evitare strumentalizzazioni di una vicenda cosi' delicata: l'anniversario della morte di Eluana Englaro - fa sapere il presidente della Camera - poteva essere vissuto in modo diverso.
Potevano infatti evitarsi 'le strumentalizzazioni della vicenda', ha riflettuto Fini spiegando che avrebbe preferito il silenzio a un anno dalla morte della ragazza.
Una vicenda diventata, per espressa volonta' del padre di Eluana, una bandiera del diritto (o della pretesa, secondo i contrari) a rifiutare quello che egli e i suoi sostenitori considerano un 'accanimento terapeutico', sulla cui definizione, pero', il dibattito e' piu' che mai aperto, e non solo per questioni di fede. Certo, e' la Chiesa ad affermare ancora oggi con forza che e' 'innaturale e terribile negare la vita' e che 'il principio di autodeterminazione sul fine vita e' una pia illusione', perche' la vita e' 'inviolabile e indisponibile'.
Un anniversario, quindi, carico di riflessioni sul presente, mentre la legge sul biotestamento predisposta dalla maggioranza fatica a raccogliere convergenze, nuove scoperte scientifiche aggiungono dubbi ai dubbi e nuovi casi resuscitano antichi interrogativi. Il governo, da allora, non ha cambiato linea, ed e' una linea assai vicina a quella della Chiesa. Il premier ha inviato di buon mattino un messaggio di condoglianze alle suore Misericordine che hanno avuto in carico Eluana per 14 anni: 'Vorrei ricordarla e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte'. A recapitarlo a Lecco di persona e' stato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, protagonista un anno fa di convulsi tentativi per contrastare la sentenza. Il decreto, gia' pronto sul tavolo del ministro, non ottenne la firma del presidente Napolitano, che lo giudico' incostituzionale. Non si puo' - si disse allora col timore di creare un pericolo precedente - annullare una sentenza per decreto.
Neanche Beppino Englaro ha cambiato idea: 'Se il presidente del Consiglio, come era stata invitato, fosse venuto a vedere Eluana, forse non avrebbe scritto queste cose. Si sarebbe reso conto - ha detto oggi ad una trasmissione televisiva - di dove poteva spingersi la medicina, di quali situazioni puo' creare, situazioni che non esistono in natura e dove una persona e' privata della coscienza personale'.
Tanto meno ha cambiato idea la Chiesa. 'E' naturale e umano dar da mangiare e da bere a chi non puo' provvedere da solo.
Innaturale e terribile - ha scritto oggi il direttore del giornale dei vescovi Avvenire, Marco Tarquinio, in un editoriale - e' invece l'idea di negare, in qualunque modo, la vita di chiunque o anche solo di abbandonarla nella debolezza, nell'estrema dipendenza, nella difficolta''. Il presidente della Pontificia accademia per la Vita, nonche' cappellano di Montecitorio, mons. Rino Fisichella, non lesina interviste nel giorno dell'anniversario. 'Il principio di autodeterminazione' sul fine vita 'e' una pia illusione - dice al sito IlSussidiario.it - non esiste, non trova alcun riscontro nel sistema legislativo perche' si scontra con altri due principi fondamentali: l'inviolabilita' e l'indisponibilita' della vita'. 'Il sistema giuridico, e' bene ribadirlo - ha insistito l'arcivescovo - non nasce per dare la morte, ma per difendere la vita'. E ha detto di sperare in una legge condivisa.
In Vaticano, nel giorno del 'redde rationem' sul caso Boffo, l'anniversario della morte di Eluana passa tutt'altro che inosservato. 'La vicenda di Eluana Englaro e' una pagina molto triste della nostra storia' - ha detto Fisichella - una vicenda che 'ha lacerato il nostro tessuto sociale'. E i media incassano un altro rimprovero: 'la popolazione - afferma l'arcivescovo - 'non e' stata informata in maniera corretta'.
Intanto, tra i politici, il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella coglie l'occasione per ricordare che sugli stati vegetativi 'c'e', ancora, circa il 40% di errore diagnostico', e il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, commentando promette di garantire piu' assistenza per questi malati. Pd e Idv attribuiscono invece a Berlusconi 'cinismo' e e al governo la mancanza di una reale volonta' di giungere a un'intesa sul biotestamento. Per la vicepresidente del Pd, Rosy Bindi, 'non c'e' nulla di laico e tanto meno amorevole nel modo in cui si e' comportato il governo'.
VEGLIA TEATRALE IN SCENA A UDINE, PRESENTE ENGLARO - E' andata in scena ieri sera a Udine la Veglia teatrale dedicata alla vicenda di Eluana Englaro e intitolata Una questione di vita e di morte, proposta da Ultima Luna-Teatro Invito per la regia di Luca Radaelli a un anno dalla morte della giovane donna, avvenuta nel capoluogo friulano il 9 febbraio 2009.
Allo spettacolo-concerto, presentato nella rassegna di teatro civile Akropolis del Teatro Club Udine, in sinergia con l'amministrazione comunale, hanno assistito il papa' di Eluana Beppino Englaro, l'anestesista che esegui' il protocollo Amato De Monte e il sindaco di Udine, Furio Honsell. Sul palcoscenico l'attore e autore Radaelli con l'accompagnamento musicale di Marco Belcastro, per raccontare 'un percorso di laica spiritualita' dentro il calvario affrontato da Eluana e dalla sua famiglia'.
Il lavoro - presentato in anteprima a Milano - prende spunto dal libro 'La liberta' e la vita', scritto da Beppino Englaro in collaborazione con Elena Nave per i tipi della Rizzoli.
La 'veglia' e' un intarsio di canti, letture e brani poetici, costruito con l'intento di invitare il pubblico a una meditazione profonda sulla vita e sulla morte, sulla scorta delle parole di Dante, Shakespeare e Sofocle e delle canzoni di Guccini, De Andre', Giovanna Marini, Stephen Stills, Robert Wyatt.
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