Branson chiede la legalizzazione della cannabis: il 56% dei britannici è favorevole
Secondo quanto riporta Yahoo News UK, il miliardario britannico Sir Richard Branson ha lanciato un appello per la riforma della normativa sulla cannabis in Gran Bretagna, mentre i sondaggi più recenti registrano un crescente sostegno alla legalizzazione.
Il fondatore del gruppo Virgin ha affermato, in un post sul suo blog, che il Regno Unito dovrebbe riformare le proprie leggi su cannabis e droghe, sostenendo che le attuali politiche proibizioniste stiano fallendo e causando più danni che benefici. Branson ha argomentato che la sola depenalizzazione non basta a ridurre i danni del proibizionismo, perché non intacca il mercato illegale: servono anche la legalizzazione e la regolamentazione, e che il dibattito pubblico è confuso dalla mancanza di chiarezza sulla differenza tra i due concetti.
«L'assenza di una spiegazione chiara di cosa significhi in concreto la legalizzazione crea spazio per i fraintendimenti», ha scritto Branson. «La legalizzazione è semplicemente un processo — il percorso legale verso la regolamentazione di un mercato per adulti.»
L'appello di Branson giunge dopo la pubblicazione, la settimana scorsa, di un sondaggio YouGov che mostra come il 47% dei britannici sia favorevole alla legalizzazione della cannabis in Gran Bretagna, contro il 43% contrario e l'11% indeciso. Si tratta di un aumento di due punti rispetto al sondaggio dell'anno precedente, quando i favorevoli erano il 45%, i contrari il 42% e gli indecisi il 13%. Complessivamente, il 56% dell'opinione pubblica britannica si dice favorevole almeno alla depenalizzazione della cannabis.
Nonostante la lieve crescita del sostegno alla legalizzazione, l'opinione pubblica in Gran Bretagna rimane in gran parte divisa, in un paese dove la droga continua a essere classificata come sostanza di classe B ai sensi del Misuse of Drugs Act del 1971, con pene per il possesso che possono arrivare a cinque anni di carcere. La cannabis medica è disponibile su prescrizione dal 2018, ma l'accesso tramite il Servizio sanitario nazionale rimane molto limitato: la maggior parte dei pazienti, stimati tra 50.000 e 60.000, si rivolge a cliniche private.
Quello di Branson non è un impegno recente: l'imprenditore è da tempo un attivista internazionale per la legalizzazione della cannabis e per una più ampia riforma delle politiche sulle droghe. È membro della Commissione globale sulla politica delle droghe e sostiene da anni che il proibizionismo abbia fallito, che la cannabis debba essere depenalizzata e regolamentata, e che il tema vada trattato come una questione di salute pubblica anziché come un problema penale.
Il tema, però, resta ai margini della politica interna britannica. Non ha trovato spazio di rilievo nei recenti dibattiti politici, sebbene i Liberal Democratici rimangano il principale partito a favore di un mercato legale e regolamentato per adulti attraverso venditori autorizzati. I Verdi condividono una posizione simile, a favore di riforme basate sull'evidenza scientifica. Laburisti e Conservatori, invece, hanno mantenuto un atteggiamento più prudente, sostenendo controlli più severi e fermandosi ben prima di appoggiare la piena legalizzazione. Il risultato è uno slancio limitato verso cambiamenti sostanziali nella politica sulla cannabis.