Mercoledì 10 giugno 2026
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Eritrei in Libia, raggiunto accordo per 'salvarli'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' stato raggiunto un accordo in Libia che 'consentira' di uscire a tutti gli eritrei rinchiusi a Braq'. Lo ha annunciato il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, in una audizione alla Commissione esteri del Senato dedicata alla vicenda. 'E' stato raggiunto un accordo per la liberazione e la residenza in cambio di lavoro per circa 150 paesi rifugiati, secondo quanto riferiscono fonti locali dell'organizzazione per l'emigrazione".
Il sottosegretario ha spiegato che "l'accordo e' stato firmato con il ministero del lavoro libico e consentira' di uscire a tutti gli eritrei rinchiusi a Braq". Craxi ha infine spiegato che "l'ambasciata a Tripoli ha immediatamente ricevuto un possibile chiarimento sui motivi che hanno indotto al prelievo e al trasferimento su questi emigrati europei, di intesa con l'Unhcr", l'Alto commissariato Onu per i rifiugiati.
"Secondo quanto riferito dalla nostra ambasciata a Tripoli oltre meta' degli eritrei ha gia' compilato modulti per l'identificazione indispensabile per ottenere offerte di lavoro e in questo modo evitare rischi di rimpatri".
L'Italia ha chiesto alla Libia che un diplomatico sia autorizzato ad andare a visitare i 250 cittadini eritrei detenuti a Baqr. Lo ha spiegato il sottosegretario agli esteri, Stefania Craxi, in una audizione alla Commissione esteri del Senato dedicata alla vicenda a cui ha precisato che 'il governo italiano non si e' tirato indietro'.
'Abbiamo avuto l'assicurazione del vice ministro degli Esteri libico che, una volta che (gli eritrei, ndr) saranno affidati alle prefetture, saranno posti sotto l'egida dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni', ha quindi aggiunto Craxi.
'Non e' che il governo italiano in merito a questo non fa niente', ha quindi aggiunto. 'Anche in questa occasione, dove non si capisce a oggi quali siano le responsabilita' del governo italiano, non si e' tirato indietro', ha quindi concluso Craxi.

BOTTA E RISPOSTA GOVERNO-PD SU RIFUGIATI IN LIBIA
- "Il governo si prenda carico della situazione dei rifugiati nell'unico modo possibile: coinvolgendo l'Unione europea per disegnare un avvio di soluzione". Lo ha chiesto ieri, nel corso del Question time della Camera, Francesco Tempestini replicando alla risposta del governo all'interpellanza del Pd sulle 'iniziative nei confronti della Libia per il rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e degli immigrati irregolari presenti nei centri di detenzione'.
Era stato il ministro dei rapporti per il Parlamento Elio Vito, a nome del ministero degli Esteri, a replicare all'illustrazione dell'iniziativa parlamentare. Livia Turco, tra l'altro, aveva chiesto di "coinvolgere il Parlamento nella gestione dell'accordo Italia-Libia" in modo da consentire ad una "delegazione parlamentare" di visitare i centri di raccolta degli immigrati.
"E' in corso un negoziato con l'Unione europea per un accordo quadro che comprende un ampio capitolo migratorio, con il mandato per ottenere garanzie per le persone che necessitano di protezione internazionale", ha spiegato Vito parlando dei tapporti con la Libia.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento ha ricordato l'impegno del ministro degli Esteri Frattini per assicurare una "operativita' in forma ufficiale" a Tripoli dell'Alto commissariato per i diritti dei rifugiati.
Vito ha poi fornito una ricostruzione dei fatti, parlando di "tumulti scoppiati nel centro di Misurata a causa della distribuzione di alcuni formulari per la ricerca di personale per lavori socialmente utili, scambiati dagli interessati in formulari per il rimpatrio". Secondo Vito, la "vicenda non puo' essere risolta solo dalla nostra relazione privilegiata con la Libia, il governo e' attivo per sollecitare un ruolo piu' incisivo dell'Unione europea".
Tempestini si e' detto insoddisfatto della risposta del ministro: "Abbiamo votato, e per noi e' stato un voto impegnativo in modo assoluto, per il trattato con la Libia perche' li' ci sono dei riferimenti esplciti e netti alla tutela dei diritti umani -ha detto l'esponente del Pd-. Dobbiamo fare si' che il governo eserciti una pressione molto forte perche' l'Unione europea rompa una situazione di stallo sulla politica di immigrazione comunitaria. Il govero si impegni con una forma maggiore".
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