Martedì 9 giugno 2026
Menu

Eu. Sono 20 milioni gli immigrati in Europa

U.E.
Notizia ·
Sono ben 20 milioni in Europa e 3 milioni in Italia, Paese che, con Grecia e Spagna, registra la piu' alta incidenza pari a dieci e piu' volte sulla criminalita'. E' quanto emerge dallo studio condotto su flussi e impatto sociale dell'immigrazione negli anni '90 nei 15 paesi dell'Unione Europea prima che fosse allargata a 25, dal sociologo Luigi Maria Solivetti della Facolta' Scienze Statistiche all'Universita' di Roma 'La Sapienza'. Non sono piu', dunque, gli Usa con un milione per anno, il paese dell'immigrazione ma l'Europa Occidentale dove il flusso medio e' di 1.650.000 immigrati l'anno. "In Europa gli immigrati -spiega Solivetti- sono il 5-6% della popolazione residente, cioe' circa 20 milioni, e in Italia il 5% pari a 3 milioni: sono cifre ragguardevoli superiori quindi ai flussi annui verso gli Usa". L'arrivo degli immigrati ha avuto una serie di conseguenze dirette e indirette che lo studio prende in esame.
"L'impatto sull'economia e' stato positivo e significativo: gli immigrati fanno lavori che altri non sono piu' disposti a fare e soprattutto lavorano intensamente a ritmi anche elevati. Oltre che concorrere alla produzione danno un contributo non indifferente ai consumi". Se e' quindi positivo l'impatto sul lavoro, la produzione e i consumi, "dove emergono i problemi piu' spinosi e' sul versante sia dell'ospitalita' che della criminalita', dell'ordine pubblico". Parallelamente quindi all'incremento dei flussi "si sono sempre piu' ingrossati i movimenti politici di rigetto, sospetto e ostilita' verso gli immigrati L'Italia? Ha avuto ed ha un atteggiamento di rigetto moderato a parte certe punte di ostilita' con venature razziste". E i movimenti politici di rigetto "per lo piu' ad impronta nazionalistica sono presenti ovunque dall'Inghilterra all'Olanda, dalla Svizzera alla Francia, dal Belgio alla Danimarca ostacolano le politiche d'integrazione che comunque a pelle di leopardo vanno avanti".
I paesi dove, infine, si registra un'elevata incidenza sulla criminalita' sono Grecia, Spagna ed Italia: dieci e piu' volte rispetto all'incidenza sulla popolazione residente mentre in altri paesi europei (Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Islanda) l'incidenza non e' troppo piu' alta della loro incidenza sulla popolazione residente. "Abbiamo notato che nei paesi dove c'e' minor benessere economico, piu' corruzione, minor rispetto per la legge, un atteggiamento di non rispetto per i diritti umani, e' piu' elevato il contributo che gli immigrati danno alla criminalita': nei paesi dove invece c'e' un benessere economico maggiore, piu' risorse da redistribuire, ma soprattutto piu' cultura ed informazione, l'incidenza sulla criminalita' non e' piu' alta dell'incidenza sulla popolazione residente". Dunque, la criminalita' si sposta con fattori econonici ma anche sociali, come livello d'informazione e di cultura. "L'immigrazione non e' di per se' un fattore di criminalita' -conclude Solivetti- ma ha ragioni precise per coniugarsi al fatto delittuoso o crinale: il livello d'informazione e cultura, la stabilizzazione dei flussi, il rispetto delle leggi".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →