Eutanasia, assolto medico cantonale membro di Exit
L'ex medico cantonale di Neuchâtel è stata assolta dall'accusa di aver praticato l'eutanasia a una giovane donna afflitta da una malattia degenerativa che l'aveva quasi completamente paralizzata. Membro attivo di Exit, la dottoressa era stata denunciata dal medico che aveva constatato il decesso.Accusata di «omicidio su richiesta della vittima», la ex medico cantonale era stata condannata in prima istanza dal pubblico ministero a 45 aliquote giornaliere sospese per due anni, condanna contro la quale aveva fatto ricorso.
Processata agli inizi di novembre dal Tribunale correzionale di Boudry (NE), la donna ha spiegato di essere stata confrontata in modo inatteso all'impossibilità per la paziente di compiere da sola il gesto letale, a causa di un brusco aggravamento della malattia.
Il medico ha dunque azionato di persona un dispositivo di perfusione dopo aver chiesto alla paziente di muovere il piede - il solo movimento che la candidata al suicidio era ancora in grado di compiere - quando riteneva giunto il momento opportuno.
In simili frangenti, il gesto compiuto dalla dottoressa è ammissibile: anche il Tribunale federale - sottolinea nella propria sentenza la Corte neocastellana - ha già ammesso in passato il carattere «scusabile» di un omicidio se quest'ultimo è dettato dalla necessità di porre termine ad un martirio. (CdT.ch)
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