Martedì 9 giugno 2026
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Fao. Gli inverstimenti nell'agricoltura frenano l'immigrazione

MONDO
Notizia ·
Maggiori investimenti pubblici in agricoltura e appropriate politiche agricole possono servire da incentivo contro l'abbandono della terra e contribuire, cosi', a contenere l' emigrazione. Ad affermarlo e' la Fao rendendo note le conclusioni di un programma di ricerca condotto dall'agenzia Onu per studiare i diversi ruoli che l'agricoltura ha nelle societa' e nelle economie dei Paesi in via di sviluppo.
La pubblicazione del rapporto ricopre un' importanza particolare, poiche' arriva in un momento in cui l'Europa e il Nord America subiscono una crescente pressione a causa dei flussi migratori illegali. 'Infatti, anche se lo studio della Fao affronta il problema dell'immigrazione rurale nelle zone urbane - afferma Randy Stringer, l'economista senior responsabile della ricerca - emerge chiaramente che i fattori determinanti sono gli stessi delle migrazioni internazionali'. Finanziato dal governo giapponese, il programma 'Ruoli dell'Agricoltura' (RoA) e' stato avviato nel 2000 ed ha preso in considerazione 11 paesi in tre continenti con condizioni economiche e ambientali differenti. Una delle sue conclusioni principali e' che i governi e il mondo politico sono spesso non consapevoli che, 'gestita in modo appropriato', l'agricoltura non solo produce cibo, ma puo' anche avere un impatto positivo sulla lotta contro la poverta', la sicurezza alimentare, la distribuzione della popolazione e l'ambiente.
Negli ultimi 50 anni, secondo il RoA, circa 800 milioni di persone hanno lasciato la campagna per trasferirsi in citta'.
Molti sono anche emigrati oltre frontiera da Sud verso Nord e da Est verso Ovest. L'esodo rurale sembra avere ripreso vigore con la rapida crescita economica dell'India, della Cina e di alcuni paesi dell'America Latina, che ha attirato nei centri urbani un numero crescente di abitanti delle campagne. Questi ultimi rappresentano attualmente il 60% della popolazione dei Paesi in via di sviluppo. In base alle previsioni, entro il 2030 questa percentuale scendera' al 44% perche' altri milioni di persone, secondo il rapporto RoA, si dirigeranno verso le citta'. Il continuo esodo - sottolinea la Fao - non potra' non avere profonde ripercussioni a livello sociale, economico e ambientale.
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