Sabato 19 settembre 2026
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Fiandre, due su cento scelgono l'eutanasia per morire

U.E. - BELGIO
Notizia ·
I casi di eutanasia sono aumentati in modo significativo nelle Fiandre da quando una legge introdotta nel 2002 ha offerto maggiori opportunità di scelta ai malati terminali. Secondo uno studio medico realizzato dall'Università libera di Bruxelles nella regione fiamminga del Belgio i casi di eutanasia costituiscono attualmente il 2% di tutti i casi di decesso, una percentuale praticamente doppia a quella registrata nel 1998.

"L'entrata in vigore della legge sull'eutanasia - si legge nel rapporto pubblicato sul New England Journal of Medicine - è stata seguita da un aumento di tutte le pratiche di assistenza medica alla morte, ad eccezione dell'uso di droghe letali senza l'esplicita richiesta del paziente".

Si tratta della terza inchiesta di questo genere sulla questione dell'eutanasia, ancora molto controversa in Belgio. Il team di ricercatori ha visionato un campione random di 6.202 certificati di morte di persone decedute tra giugno e novembre 2007 nelle Fiandre, dove abita una popolazione, prevalentemente fiamminga, di 6 milioni di persone, sui 10 milioni del Belgio.
In tutto sono stati rilevati 118 casi di eutanasia.

Dal primo studio, condotto nel 1998, si registra un trend in ascesa nelle pratiche delle morti assistite: "Il numero è raddoppiato dal 1998. Si passa dall'1,1% all'1,9%," ha spiegato Bilsen all'Associated Press.

La maggior parte delle persone che ha deciso di ricorrere all'eutanasia o al suicidio medico assistito erano giovani, soffrivano di patologie tumorali e stavano vivendo i loro ultimi giorni in casa. "Abbiamo registrato la stessa tendenza nella vicina Olanda - ha aggiunto Bilsen - alcuni anni fa". In Olanda, appena venne introdotta l'eutanasia, la percentuale risultó piú alta che in Belgio, vicina al 3,2%, per poi scendere all'1,7%.

La legalizzazione dell'eutanasia in Belgio prevede limiti molto rigidi: il paziente deve richiederla piú di una volta, deve essere un malato terminale e deve vivere in una condizione di costante sofferenza, fisica o psicologica.
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