Frequenze tv. Legge Gasparri e infrazione europea: vicenda (quasi) chiusa
L'approvazione definitiva della legge comunitaria 2008 da parte della Camera rappresenta anche un passo avanti verso la chiusura della procedura d'infrazione aperta nel 2006 dalla Commissione europea a carico dell'Italia per alcune norme della legge Gasparri. Il disegno di legge e' stato approvato dall'Assemblea di Montecitorio con 249 voti favorevoli e 192 astenuti. Fra le principali novita' introdotte nell'esame parlamentare figura proprio la norma destinata (grazie al recepimento della delibera Agcom sul digitale terrestre e insieme alla gara sui multiplex) a consentire la chiusura della procedura d'infrazione comunitaria sulla legge Gasparri.
Il testo della comunitaria da' infatti forza di legge alla delibera dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, approvata lo scorso aprile, in base alla quale dal passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre risultera' disponibile un dividendo nazionale di cinque reti, che verra' messo a gara con criteri di massima apertura alla concorrenza.
Le cinque reti saranno divise in due parti: tre saranno riservate ai nuovi entranti (escludendo dunque soggetti come Rai e Mediaset che hanno piu' di due reti nazionali in tecnica analogica), due saranno aperte a qualsiasi offerente, fermo restando il limite di cinque multiplex per ciascun operatore.
L'adozione della delibera sul dividendo digitale e l'inserimento di tali criteri in una norma primaria di legge erano due delle tre condizioni poste dalle commissarie Ue alla Concorrenza Kroes e ai Media Reding per chiudere la procedura di infrazione. Manca ancora all'appello la terza condizione, cioe' la realizzazione della gara: il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha assicurato a Bruxelles che si terra' entro quest'anno, dopo che la stessa Agcom ne avra' definito le regole e il ministero avra' fissato il disciplinare.
Il testo della comunitaria da' infatti forza di legge alla delibera dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, approvata lo scorso aprile, in base alla quale dal passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre risultera' disponibile un dividendo nazionale di cinque reti, che verra' messo a gara con criteri di massima apertura alla concorrenza.
Le cinque reti saranno divise in due parti: tre saranno riservate ai nuovi entranti (escludendo dunque soggetti come Rai e Mediaset che hanno piu' di due reti nazionali in tecnica analogica), due saranno aperte a qualsiasi offerente, fermo restando il limite di cinque multiplex per ciascun operatore.
L'adozione della delibera sul dividendo digitale e l'inserimento di tali criteri in una norma primaria di legge erano due delle tre condizioni poste dalle commissarie Ue alla Concorrenza Kroes e ai Media Reding per chiudere la procedura di infrazione. Manca ancora all'appello la terza condizione, cioe' la realizzazione della gara: il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha assicurato a Bruxelles che si terra' entro quest'anno, dopo che la stessa Agcom ne avra' definito le regole e il ministero avra' fissato il disciplinare.
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