Gardini, europarlamentare (FI): e' legittimo aumento del 23% del prezzo pagato dai gestori concorrenti a Telecom?
L'europarlamentare di Forza Italia/Gruppo dei Popolari Europei (PPE) Elisabetta Gardini ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione Europea in cui esprime "forte preoccupazione rispetto agli orientamenti che l'Autorita' italiana Garante per le Comunicazioni (Agcom) intende adottare rispetto al tema del canone di unbundling, cioe' il prezzo all'ingrosso pagato dagli operatori concorrenti per l'affitto delle linee di Telecom Italia, che rischia di far regredire la concorrenza nelle telecomunicazioni italiane con grave danno dei consumatori".
L'eurodeputata, che considera l'unbundling "lo strumento fondamentale per consentire ai consumatori di continuare ad avvalersi di offerte e servizi a prezzi vantaggiosi da una pluralita' di operatori", chiede alla Commissione Europea di verificare che la procedura con cui l'Agcom sta valutando la proposta di aumento (+23%) del canone di unbundling sia corretta in quanto: "una modifica di tale canone implica la modifica sostanziale delle condizioni di mercato e deve essere analizzata nel pieno rispetto della normativa europea". Secondo l'on.Gardini, infatti, recenti stime dei consumatori italiani (Codacons) affermano che i costi di produzione (ingrosso) per Telecom Italia non sarebbero cresciuti, ma sarebbero addirittura diminuiti: "la richiesta di aumento del prezzo di unbundling, quindi, non sembra giustificata da un effettivo aumento dei costi sottostanti dell'operatore incumbent, ne' sembra collegata ad un miglioramento qualitativo o quantitativo dei servizi offerti".
Il rischio, conclude Gardini, e' che, "qualora non sussistano i necessari presupposti contabili per l'aumento, con l'incremento gia' in atto del canone residenziale Telecom, nel 2009 la bolletta degli italiani subisca una stangata di circa 300 milioni di Euro: Si tratta di aumenti inaccettabili in un momento di crisi generale dell'economia in cui la tutela della concorrenza e dei consumatori non puo' essere sacrificata per salvare il bilancio di un solo operatore".
L'eurodeputata, che considera l'unbundling "lo strumento fondamentale per consentire ai consumatori di continuare ad avvalersi di offerte e servizi a prezzi vantaggiosi da una pluralita' di operatori", chiede alla Commissione Europea di verificare che la procedura con cui l'Agcom sta valutando la proposta di aumento (+23%) del canone di unbundling sia corretta in quanto: "una modifica di tale canone implica la modifica sostanziale delle condizioni di mercato e deve essere analizzata nel pieno rispetto della normativa europea". Secondo l'on.Gardini, infatti, recenti stime dei consumatori italiani (Codacons) affermano che i costi di produzione (ingrosso) per Telecom Italia non sarebbero cresciuti, ma sarebbero addirittura diminuiti: "la richiesta di aumento del prezzo di unbundling, quindi, non sembra giustificata da un effettivo aumento dei costi sottostanti dell'operatore incumbent, ne' sembra collegata ad un miglioramento qualitativo o quantitativo dei servizi offerti".
Il rischio, conclude Gardini, e' che, "qualora non sussistano i necessari presupposti contabili per l'aumento, con l'incremento gia' in atto del canone residenziale Telecom, nel 2009 la bolletta degli italiani subisca una stangata di circa 300 milioni di Euro: Si tratta di aumenti inaccettabili in un momento di crisi generale dell'economia in cui la tutela della concorrenza e dei consumatori non puo' essere sacrificata per salvare il bilancio di un solo operatore".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti