Gb. Il 70% dei britannici dice si' alla ricerca sugli embrioni
Secondo un sondaggio condotto dal MORI (Market & Opinion Research International), su un campione di 2001 persone , il 70% degli intervistati si dichiara favorevole all'uso degli embrioni umani per la ricerca medica.
Il sondaggio e' stato commissionato da alcuni enti e organismi di ricerca, fra i quali spiccano il Medical Research Council e la Parkinson Disease Society. Per l'MRC si e' espresso il direttore esecutivo, Sir George Radda: "Siamo incoraggiati dai risultati, e speriamo che il pubblico sia rassicurato dal fatto che la Gran Bretagna e' uno dei leader mondiali nello sviluppo etico di quest'area di ricerca, grazie a precise strutture legali. Il risultato di questo sondaggio mostra come il pubblico britannico abbia la consapevolezza dell'importanza della ricerca medica".
Dal canto suo, Robert Meadowcroft, della Parkinson Disease Society, ha dichiarato: "Abbiamo bisogno di una grande quantita' di ricerche per comprendere a pieno come funzionano le cellule staminali e come il loro potenziale puo' essere sfruttato al meglio per combattere malattie come il Parkinson, il diabete o gli infarti".
Il sondaggio e' stato commissionato da alcuni enti e organismi di ricerca, fra i quali spiccano il Medical Research Council e la Parkinson Disease Society. Per l'MRC si e' espresso il direttore esecutivo, Sir George Radda: "Siamo incoraggiati dai risultati, e speriamo che il pubblico sia rassicurato dal fatto che la Gran Bretagna e' uno dei leader mondiali nello sviluppo etico di quest'area di ricerca, grazie a precise strutture legali. Il risultato di questo sondaggio mostra come il pubblico britannico abbia la consapevolezza dell'importanza della ricerca medica".
Dal canto suo, Robert Meadowcroft, della Parkinson Disease Society, ha dichiarato: "Abbiamo bisogno di una grande quantita' di ricerche per comprendere a pieno come funzionano le cellule staminali e come il loro potenziale puo' essere sfruttato al meglio per combattere malattie come il Parkinson, il diabete o gli infarti".
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