Giappone: nuovi immigrati contro declino demografico
Il Giappone raddoppiera', fino al 3 per cento della popolazione totale, il numero di stranieri autorizzati a lavorare nel Paese, per limitare il declino demografico che sta erodendo la seconda economia mondiale. Gli stranieri che vivono nell'arcipelago, prevalentemente coreani e cinesi, rappresentano attualmente solo l'1,2 per cento dei 127 milioni degli abitanti del Paese. Questa percentuale non tiene pero' conto dei discendenti dei coreani deportati in Giappone durante la colonizzazione del loro Paese, dal 1910 al 1945, ne' degli stranieri (essenzialmente brasiliani e peruviani) autorizzati a risiedere in Giappone in virtu' della loro discendenza nipponica. Nel 2004 gli stranieri erano 250mila. La politica d'immigrazione del Giappone e' stata finora estremamente selettiva, con la concessione dell'accesso nel Paese solo agli stranieri piu' istruiti, anche se poi la maggior parte di loro finiva per occupare dei posti poco o affatto qualificati. Il Consiglio del ministero della Giustizia tempo fa aveva proposto addirittura l'ulteriore requisito della padronanza della lingua locale per concedere l'autorizzazione ad entrare nel Paese, preoccupato anche dal fatto che ammettere piu' stranieri poteva significare aumentare il tasso di criminalita' nel Paese. Il rapporto propone di aprire un po' di piu' le porte e di accettare anche gli stranieri 'meno qualificati'. "E' alquanto improbabile che la nostra societa' possa funzionare bene in futuro mantenendo l'attuale tasso di immigrati, a causa del costante invecchiamento della popolazione e del declino delle nascite", ha spiegato un alto funzionario del ministero della Giustizia.
Il Consiglio degli affari giapponesi, che prevede a breve una forte carenza di manodopera, sta spingendo affinche' il Governo adotti delle misure piu' flessibili per autorizzare l'accesso alla manodopera straniera. Nel 2005, la popolazione giapponese ha registrato un crollo per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, e se non verra' presa alcuna misura, il Governo prevede che nel 2100 la popolazione giapponese non arrivera' nemmeno a 60 milioni di abitanti.
Il Consiglio degli affari giapponesi, che prevede a breve una forte carenza di manodopera, sta spingendo affinche' il Governo adotti delle misure piu' flessibili per autorizzare l'accesso alla manodopera straniera. Nel 2005, la popolazione giapponese ha registrato un crollo per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, e se non verra' presa alcuna misura, il Governo prevede che nel 2100 la popolazione giapponese non arrivera' nemmeno a 60 milioni di abitanti.
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