Martedì 21 luglio 2026
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Giudice, 'cannabis light non pericolosa, su stretta governo atti a Consulta'

U.E. - ITALIA
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La "presunzione assoluta di pericolosità" della cosiddetta cannabis light, su cui si fonda "il divieto" di detenzione e vendita, previsto, tra gli altri, nel decreto Sicurezza del 2025, "appare smentita, in radice, dalle acquisizioni scientifiche recepite dallo stesso ordinamento". Anche perché "sulla scorta della normativa europea" sono state individuate le soglie di Thc, il composto che causa l'effetto drogante, "dello 0,2 e dello 0,6 per cento" come "discrimine della liceità della coltivazione" per "inidoneità drogante del vegetale entro tali limiti".

Lo scrive il giudice di Brescia Luca Tringali nell'ordinanza con cui ha deciso, come già successo in altri Tribunali italiani, di mandare gli atti alla Consulta per valutare la possibile illegittimità costituzionale delle norme del decreto del governo dello scorso anno che, tra le altre cose, hanno imposto una stretta sulla commercializzazione della cannabis light, equiparandola, in pratica, alle sostanze stupefacenti.

Il giudice ha accolto la questione dell'invio degli atti alla Corte Costituzionale posta dall'avvocato Niccolò Vecchioni nel processo abbreviato a carico del titolare di due negozi di cannabis light di Sirmione e Desenzano del Garda, in provincia di Brescia.

L'imputato, Nicolò Savoldelli, era stato anche arrestato e messo ai domiciliari con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio per "19 barattoli" che aveva nei due esercizi commerciali "contenenti" circa 2 chili di "infiorescenze di marijuana". Poi, era stato rimesso in libertà dal giudice delle direttissime.

"La vicenda - aveva già spiegato la difesa - suscita particolare allarme, perché si tratterebbe del primo arresto del titolare di un'attività commerciale che opera in piena liceità, nel rispetto della normativa civile e fiscale, con prodotti tracciati e documentati". (ANSA).

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