Venerdì 12 giugno 2026
Menu

Immigrazione e scuola, Arci e Cgil contro il ministro Gelmini

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il ministro Gelmini 'non se ne fa proprio una ragione! Che i figli degli stranieri possano frequentare, come hanno fatto finora, le scuole patrie non le va giu'. Lo dice Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell' Arci, sulla proposta del ministro di prevedere non piu' del 30% delle presenze in classe per i bambini stranieri.
'La proposta - afferma Miraglia - non solo e' irricevibile dal punto di vista del diritto universale all'istruzione sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali, ma e' pure impraticabile. Chi decide come e dove 'deportare' gli 'eccedenti', il cui allontanamento sarebbe compensato dallo spostamento di alunni italiani presi da altri istituti, garantendone il trasporto da un istituto all'altro, da un quartiere all'altro'. E' una 'follia, che costerebbe fra l'altro un mucchio di soldi ai comuni. Quel che conta e' fare un po' di demagogia'.
Altra questione riguarda la possibilita' per gli insegnanti, (per estensione del principio affermato per i medici nel provvedimento sulla sicurezza) di denunciare gli irregolari.
'Gli insegnanti - prosegue Miraglia - hanno fatto sapere che questa 'possibilita'-dovere' si scontra con il diritto all' istruzione e al benessere psicofisico del minore che va sempre anteposto a qualsiasi considerazione di carattere giuridico.
Invitano pertanto a mobilitarsi e ad esporre cartelli multilingue con la scritta 'la scuola non denuncia''.
Apc-Scuola/ Cgil: su alunni irregolari prof siano obiettori coscienza
L'invito in un appello che a giorni verrà definito e proposto 

DENUNCIA STUDENTI CLANDESTINI - La Flc-Cgil sta preparando un testo da far sottoscrivere a chi vuole opporsi al disegno di legge sull'immigrazione, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera, che prevede la denuncia degli immigrati senza permesso di soggiorno: si tratta di un vero e proprio appello che invita gli insegnanti ad adottare l'obiezione di coscienza per opporsi contro quello che il sindacato definisce "il reato di soggiorno illegale".
Attraverso una nota il sindacato si sofferma sul fatto che "la soppressione dell'art. 35, comma 5, del D.Lgs. 286/1988 che prevedeva il divieto di segnalazione, da parte dei medici, dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno, produce effetti anche all'interno della scuola rispetto alle iscrizioni degli alunni immigrati che non avessero effettuato le vaccinazioni obbligatorie e che quindi debbono essere indirizzati alle strutture sanitarie per mettersi in regola".
Al pari dei medici e di tutti i pubblici ufficiali, anche i docenti sarebbero cosí costretti a denunciare gli alunni in difetto. "È evidente e per noi inaccettabile - continua la Flc-Cgil - il disprezzo per la dignità e i diritti delle persone contenuti in questo disegno di legge. Nei confronti della funzione educativa della scuola e della deontologia professionale dei docenti di questo paese, tutto questo rappresenta una violenza intollerabile che non possiamo che respingere".
Per questi motivi il sindacato di via Leopoldo Serra sta realizzando una petizione - in collaborazione con la confederazione nazionale - per opporsi con forza a questa possibilità. Che potrebbe minare anche l'autonomia professionale dei docenti.
"Ci chiediamo - spiegano i lavoratori della conoscenza - che relazione esiste tra la tanto acclamata e propagandata volontà di inserire tra le materie scolastiche lo studio della Costituzione e la predisposizione di una legge che si pone agli antipodi di una normale lezione di educazione civica. Una visione cosí gretta dei rapporti sociali, della funzione educativa della scuola, del ruolo e della funzione di chi ci lavora - si legge sempre nella nota - va respinta e combattuta con forza e per questo invitiamo tutti quanti, personale Ata, docenti e dirigenti scolastici a sottoscrivere l'appello".
Nell'appello all'obiezione di coscienza della scuola, che nei prossimi giorni sarà possibile sottoscrivere anche via internet, il sindacato scolastico sottolinea come "la Costituzione italiana e la `Convenzione sui diritti dell'infanzia', a quaranta anni di distanza", usino "lo stesso linguaggio e sono sostenute dalla stessa etica, rispetto ai diritti dei minori e ai doveri dello stato".
"Oggi, al contrario, nel nostro paese il governo Berlusconi - si legge ancora nell'appello sindacale - si appresta a esigere che docenti e dirigenti scolastici ignorino il dettato costituzionale e i diritti sull'infanzia".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →