Italia. D'Alema: posizione di Mussi in Ue e' di tutto il Governo
La vicenda dei finanziamenti europei alla ricerca sulle cellule staminali embrionali non trova ancora pace all'interno dei nostri confini. "L'Italia non puo' impedire agli altri Paesi dell'Unione europea di condurre ricerche sulle cellule staminali embrionali". Cosi' il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha risposto -nel corso del question time alla Camera dei deputati- all'interrogazione di Luca Volonte' e dell'Udc riguardante il ritiro, il 31 maggio, della firma italiana dalla dichiarazione etica che vuole impedire in ambito Ue questo tipo di ricerca. Il ministro della Ricerca Fabio Mussi ha ritirato l'adesione dell'Italia alla proposta di dichiarazione etica che invita l'Europa, nell'attuazione del VII programma quadro, a non disporre finanziamenti europei per ricerche che prevedano la distruzione di embrioni umani. Intervenendo a Montecitorio, il presidente dei Ds ha ricordato come "tale iniziativa sia stata certamente opportuna e ha tolto il nostro Paese da una situazione di evidente difficolta'. L'intenzione di proibire lo svolgimento in altri Paesi di ricerche sulla base di quanto stabilito dalla legge italiana -ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio- era a nostro giudizio non sostenibile. Ed esponeva l'Italia al rischio di ritorsioni per quanto attiene al finanziamento di ricerche alle quali il nostro Paese e' particolarmente interessato".
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri, come prevedibile, hanno innescato le roventi polemiche dell'opposizione, a cominciare da quelle dell'Udc. "Con le parole di D'Alema si conferma la posizione italiana di Mussi, l'Italia in Europa non si opporra' alla ricerca che distrugge gli embrioni umani. La posizione di Mussi, diversamente da cio' che aveva detto Rutelli, e' quella dell'intero governo". Questa la valutazione del capogruppo dei centristi alla Camera, Luca Volonte'. "D'Alema dice falsita' note e viola il corretto rapporto tra governo, Parlamento e popolo. Nel pomeriggio il Senato deve assumersi tutte le responsabilita' in difesa dell'embrione umano. Vietare tale ricerca e' coerente con la legge italiana, con l'esito popolare del referendum e con quei principi etici di difesa della vita umana citati, ironicamente, da D'Alema. Sull'embrione non ci possono essere vincoli di schieramento. La cricca dei Ds vuol soffocare la liberta' e impegno di dieci anni della Margherita e Cdl".
Rincara la dose Alfredo Mantovano di Alleanza nazionale: "La risposta di D'Alema al question time della Camera di oggi rende opportuno orientare la ricerca sulle cellule embrionali della Margherita, per verificare se ancora esistono. Non 20 anni fa, ma il 31 maggio 2006, sempre in sede di question time alla Camera, Rutelli, vicepresidente del Consiglio come D'Alema, aveva testualmente dichiarato: in materia di fecondazione artificiale 'la legislazione italiana non si cambia'; aveva ritenuto 'sconsigliabile una posizione unitaria dell'Europa', essendo differenti le legislazioni nazionali; aveva qualificato 'non collegiale' la posizione espressa da Mussi. Quanto dichiarato oggi dal suo collega D'Alema lo smentisce parola per parola: la collegialita' e' raggiunta, la parte della Margherita sensibile a questi temi e' scomparsa, la ricerca di qualche suo staminale residuo -per chi abbia voglia di farla- e' avviata".
Analoga la valutazione del collega di partito Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza nazionale che ha giudicato la risposta di D'Alema "un pessimo viatico per il voto di oggi al Senato. D'Alema, sulla linea della Commissione governativa sulla bioetica guidata da Amato ha assolutamente avallato, anzi 'benedetto', la scelta di Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica contraria al finanziamento della 'vivisezione' sull'uomo, limitandosi ad affermare che il governo non vuole cambiare la legge 40. Ma il punto non e' questo, che il governo non puo' portare in sede comunitaria una posizione antitetica alla legislazione nazionale".
"Alla luce delle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro D'Alema durante il question time alla Camera, la domanda che poniamo al ministro Mussi è se il 24 luglio, recandosi a Bruxelles, lui voterà per conto del governo italiano contro ogni ricerca delle cellule staminali embrionali che conduce alla loro distruzione". E' quanto dichiara Laura Bianconi (Fi), componente della Commissione Sanità del Senato, durante il suo intervento nell'aula di palazzo Madama.
"Non ci possono essere infingimenti su questa posizione - continua Bianconi. Ci auguriamo che i laici e i cattolici della sinistra votino una risoluzione che conduca il governo italiano a ripristinare la sua posizione in Europa, che blocchi ogni finanziamento in tal senso".
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri, come prevedibile, hanno innescato le roventi polemiche dell'opposizione, a cominciare da quelle dell'Udc. "Con le parole di D'Alema si conferma la posizione italiana di Mussi, l'Italia in Europa non si opporra' alla ricerca che distrugge gli embrioni umani. La posizione di Mussi, diversamente da cio' che aveva detto Rutelli, e' quella dell'intero governo". Questa la valutazione del capogruppo dei centristi alla Camera, Luca Volonte'. "D'Alema dice falsita' note e viola il corretto rapporto tra governo, Parlamento e popolo. Nel pomeriggio il Senato deve assumersi tutte le responsabilita' in difesa dell'embrione umano. Vietare tale ricerca e' coerente con la legge italiana, con l'esito popolare del referendum e con quei principi etici di difesa della vita umana citati, ironicamente, da D'Alema. Sull'embrione non ci possono essere vincoli di schieramento. La cricca dei Ds vuol soffocare la liberta' e impegno di dieci anni della Margherita e Cdl".
Rincara la dose Alfredo Mantovano di Alleanza nazionale: "La risposta di D'Alema al question time della Camera di oggi rende opportuno orientare la ricerca sulle cellule embrionali della Margherita, per verificare se ancora esistono. Non 20 anni fa, ma il 31 maggio 2006, sempre in sede di question time alla Camera, Rutelli, vicepresidente del Consiglio come D'Alema, aveva testualmente dichiarato: in materia di fecondazione artificiale 'la legislazione italiana non si cambia'; aveva ritenuto 'sconsigliabile una posizione unitaria dell'Europa', essendo differenti le legislazioni nazionali; aveva qualificato 'non collegiale' la posizione espressa da Mussi. Quanto dichiarato oggi dal suo collega D'Alema lo smentisce parola per parola: la collegialita' e' raggiunta, la parte della Margherita sensibile a questi temi e' scomparsa, la ricerca di qualche suo staminale residuo -per chi abbia voglia di farla- e' avviata".
Analoga la valutazione del collega di partito Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza nazionale che ha giudicato la risposta di D'Alema "un pessimo viatico per il voto di oggi al Senato. D'Alema, sulla linea della Commissione governativa sulla bioetica guidata da Amato ha assolutamente avallato, anzi 'benedetto', la scelta di Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica contraria al finanziamento della 'vivisezione' sull'uomo, limitandosi ad affermare che il governo non vuole cambiare la legge 40. Ma il punto non e' questo, che il governo non puo' portare in sede comunitaria una posizione antitetica alla legislazione nazionale".
"Alla luce delle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro D'Alema durante il question time alla Camera, la domanda che poniamo al ministro Mussi è se il 24 luglio, recandosi a Bruxelles, lui voterà per conto del governo italiano contro ogni ricerca delle cellule staminali embrionali che conduce alla loro distruzione". E' quanto dichiara Laura Bianconi (Fi), componente della Commissione Sanità del Senato, durante il suo intervento nell'aula di palazzo Madama.
"Non ci possono essere infingimenti su questa posizione - continua Bianconi. Ci auguriamo che i laici e i cattolici della sinistra votino una risoluzione che conduca il governo italiano a ripristinare la sua posizione in Europa, che blocchi ogni finanziamento in tal senso".
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