Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Ambasciatore canadese propone sistema a punti per l'immigrazione in Europa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"L'immigrazione non e' un fenomeno nuovo, ne' e' destinata a sparire: e' quindi necessario gestirla con umanita'". Cosi' al VELINO il portavoce dell'Ambasciata del Canada in Italia Kent Vachon, interrogato sul modello 'a punti' che e' alla base della gestione dei flussi migratori nel Paese dell'acero. Pochi giorni fa, il sociologo di origine italiana dell'Universita' di Liegi Marco Martinellio aveva illustrato al Corriere della Sera come tale modello - basato sulla selezione degli immigranti in base a eta', capacita' professionali, conoscenze linguistiche, ecc. - potesse fornire alcuni spunti ai Paesi europei, alle prese con la pressione migratoria e con le difficolta' legate all'integrazione di nuove culture e religioni. "E in effetti - ha confermato Vachon - negli ultimi anni diverse missioni europee hanno visitato il Canada per meglio comprendere il funzionamento del nostro sistema".
Secondo il diplomatico, uno dei primi vantaggi del sistema canadese "e' che le persone fanno richiesta da casa, dove attendono la risposta con le loro famiglie e da dove possono lavorare". E chiunque sia quindi accettato come nuovo immigrante ottiene automaticamente il diritto a lavorare, senza bisogno di altri documenti; e dal primo giorno puo' avvalersi dei servizi (tra i quali corsi gratuiti di inglese e francese) che Ottawa offre per favorire l'integrazione. Fatto salvo, ovviamente, il diritto all'assistenza finanziaria, poiche' tra i doveri dell'immigrato c'e' quello di dimostrare la capacita' di potersi mantenere autonomamente nei primi mesi dall'arrivo nel Paese. Il calo demografico e la necessita' di mantenere in piedi il sistema delle pensioni rendono quindi auspicabile l'integrazione degli immigranti nel quadro legale del sistema del lavoro. Ma perche' questo si avveri non e' sufficiente dichiararsi aperti e inclusivi - ha chiosato Vachon - quanto assicurare l'integrazione dei nuovi immigrati, bandendo la discriminazione a cominciare dalle pratiche per l'assunzione del personale".
A tale complesso di misure in favore dell'integrazione (ricongiungimento familiare incluso), si affianca la repressione del fenomeno dell'immigrazione illegale "e il clandestino che non rappresenti un problema per la sicurezza non viene processato, bensi' espulso". E un ulteriore vantaggio del sistema a punti, spiega il portavoce "e' che puo' essere modificato da ogni Paese nel corso degli anni, in virtu' delle diverse necessita'". Il sistema e' in vigore in Canada dal lontano 1976, anche se, ha sottolineato il diplomatico, gia' allora Ottawa aveva sviluppato politiche per attirare, tra gli altri, numerosi lavoratori italiani sulla base delle loro specifiche competenze professionali. I canadesi di origine italiana sono oggi circa un milione e mezzo.
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